L’IA ridisegna le città: come gli algoritmi influenzano i flussi urbani
Una ricerca condotta dal Consiglio nazionale
delle ricerche e dalla Scuola Normale Superiore di Pisa mostra come
l’intelligenza artificiale stia modificando non solo i nostri comportamenti di
mobilità, ma anche la struttura e le dinamiche delle città. Lo studio è stato
pubblicato sulla rivista Machine Learning L’intelligenza artificiale sta modificando non solo i
nostri comportamenti di mobilità, ma anche la struttura e le dinamiche delle
città. Il sistema complesso che emerge dall’interazione tra algoritmi, persone
e spazio urbano rivela come la distribuzione delle visite e la polarizzazione
dei luoghi incidano sulle trasformazioni urbane. È quanto emerge da una ricerca
condotta dall’Istituto di scienza e tecnologie dell’informazione ‘A. Faedo’ del
Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Cnr-Isti), in collaborazione con
l’Istituto di calcolo e reti ad alte prestazioni del Cnr di Palermo (Cnr-Icar)
e la Scuola Normale Superiore di Pisa. Lo studio è stato pubblicato sulla
rivista Machine Learning. “Questo è il primo studio che modella in modo
esplicito il feedback loop nel contesto urbano, cioè il ciclo di
influenza reciproca tra sistemi di raccomandazione (recommender systems alla
base di piattaforme online come Google Maps, Trip Advisor, Yelp o TheFork) e
comportamenti umani, evidenziando come i ‘consigli’ delle app, cioè appunto le
‘raccomandazioni’, le scelte individuali e le trasformazioni urbane siano
strettamente interconnesse”, afferma Luca Pappalardo, del Cnr-Isti.
“L’obiettivo della ricerca non è misurare ‘quanto è accurato il sistema di
raccomandazione’, ma capire che tipo di città produce nel medio e lungo
periodo. Abbiamo studiato come le scelte guidate dagli algoritmi ridefiniscono
luoghi, interazioni sociali e opportunità spaziali: in altre parole, come
cambiano i flussi urbani”. Da un lato, i sistemi di raccomandazione possono
aumentare la varietà dei luoghi frequentati da ciascun individuo, invitando le
persone a scoprire posti nuovi. Dall’altro, però, sul piano collettivo tendono
a concentrare il traffico su un numero ridotto di luoghi popolari, rafforzando
le disuguaglianze tra le diverse aree urbane. Per esplorare questi effetti, i ricercatori hanno
sviluppato un simulatore in grado di modellare il ciclo umano-IA nel contesto
urbano: suggerimento, decisione, dato, adattamento. “Studiamo l’effetto dei
location-based recommenders, algoritmi che suggeriscono dove andare in
base alle abitudini degli utenti, osservando non solo le scelte individuali, ma
anche le dinamiche collettive che ne derivano, come la concentrazione delle
visite o la polarizzazione dei luoghi”, spiega Giovanni Mauro della Scuola
Normale. “È una prospettiva nuova nel campo dei recommender systems”. “La portata del lavoro è anche strategica e culturale.
A nostra conoscenza, è il primo studio urbano in cui il feedback loop è
esplicitamente modellato”, conclude Marco Minici del Cnr-Icar. “È un cambio di
paradigma: non valutiamo più l’algoritmo in astratto, ma come attore urbano. Il
futuro dell’IA nelle città richiede consapevolezza civica: progettare algoritmi
che non ottimizzino solo il singolo, ma anche l’equità spaziale,
l’accessibilità e la salute sociale delle città”. Il gruppo di ricerca auspica che questi strumenti di
simulazione possano diventare un supporto per le amministrazioni pubbliche,
aiutandole a comprendere e governare l’impatto delle tecnologie digitali sulla
vita urbana. Roma,
15 gennaio 2026 |