IL
RITRATTO DI AMANZIA GUERILLOT Il
Museo presenta la storia e il restauro dell’opera di Angelo Inganni, parte
delle sue collezioni d’arte. Venerdì
27 febbraio 2026 • ore 17.30 Sala
Colonne - Museo Nazionale Scienza e Tecnologia via
San Vittore 21, Milano Ingresso
su registrazione fino a esaurimento posti https://www.eventbrite.it/e/biglietti-la-signora-inganni-1982268547587?aff=oddtdtcreator Milano 24 febbraio 2026. Il Museo
Nazionale Scienza e Tecnologia presenta il restauro del ritratto
sagomato di Amanzia Guerillot, realizzato da Angelo Inganni (Brescia,
24 novembre 1807 – Gussago, 2 dicembre 1880) tra il 1856 e il 1859.
L'intervento è stato possibile grazie al sostegno di Italia Nostra Sezione
Milano attraverso il Fondo Monti. All’incontro, che si terrà venerdì 27
febbraio alle ore 17.30 presso la Sala Colonne del Museo, dove sarà
possibile ammirare l’opera, interverranno Laura Ronzon, Direttrice
Collezioni del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia; Edoardo Croci, Presidente
nazionale di Italia Nostra; Claudio Giorgione, Curatore delle Collezioni
d’Arte del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia; e i restauratori Grazia
Cavanna e Giovanni Gualdani. L'opera, a grandezza naturale, rappresenta un esempio
rarissimo di ritratto sagomato con funzione di fermaporta: di questa
particolare tipologia si conoscono solo altri due esemplari, conservati
in collezione privata e raffiguranti un Ussaro e una Brianzola. Inganni vi
raffigurò la seconda moglie Amanzia Guerillot (Milano, 1828 – Boffalora sopra
Ticino, 1905), pittrice milanese di origine francese che era stata sua allieva
e amante, ritratta con un mazzo di fiori nell'atto di accogliere gli ospiti
nella loro dimora presso la Santissima, un ex monastero sul colle verso
Gussago. Come testimonia lo storico dell'arte Giorgio Nicodemi nella
prefazione al catalogo della mostra monografica su Angelo Inganni del 1942, i
coniugi Inganni si adattarono al mercato realizzando per clienti privati e
attività commerciali una varietà di opere decorative: dipinti su
vetrate, paraventi, ventagli, cartelle, scatole, carta da lettere e figure a
grandezza quasi naturale per ingressi e vetrine. Di queste opere sopravvivono
pochissimi esemplari. “L'impegno di Italia Nostra - sezione di
Milano per il restauro di beni artistici e monumentali, grazie al lascito
della famiglia Monti, ha consento in un trentennio il recupero e la valorizzazione
di opere rappresentative del nostro patrimonio culturale in collaborazione con
le più importanti istituzioni milanesi - dichiara Edoardo Croci, Presidente di Italia
Nostra - Sostenere interventi mirati significa non solo conservare
un bene artistico, ma restituire alla collettività un frammento significativo
della propria storia”. Il restauro, condotto da Grazia Cavanna per la parte
pittorica e da Giovanni Gualdani per la struttura lignea, ha affrontato importanti
criticità conservative: una grave fessurazione verticale del supporto
ligneo, cadute di colore e depositi superficiali che compromettevano la
leggibilità dell'opera. L'intervento ha restituito stabilità alla struttura e
riportato alla luce le vivaci cromie originali, rivelando pennellate
sottili e ricche di dettagli per viso, mani, fazzoletto e mazzo di fiori,
mentre l'abito blu è costruito con rapide pennellate ricche di colpi di luce.
Tra i dettagli preziosi, emerge la spilla in pastiglia dorata che chiude il
colletto bianco. "Il restauro del ritratto sagomato di
Amanzia Guerillot, rara e curiosa opera di Angelo Inganni, grazie al sostegno
di Italia Nostra - sezione di Milano, si inserisce nel complesso percorso di
studio e conservazione che il Museo in questi anni sta realizzando. L'obiettivo
è quello di restituire al pubblico le nostre Collezioni d'Arte in una futura
esposizione permanente che le valorizzi nel dialogo tra pittura, scultura, arti
decorative, orologeria, musica, scienza e tecnica”, afferma
Fiorenzo Marco Galli, Direttore Generale del Museo Nazionale Scienza e
Tecnologia. Il dipinto si inserisce all'interno delle collezioni
d'arte del Museo, un patrimonio di rilievo che rappresenta una presenza
inusuale per un museo tecnico scientifico. Questo nucleo nasce dai legami
personali del fondatore Guido Ucelli (1885-1964) con i principali esponenti
dell'imprenditoria lombarda di fine Ottocento e inizio Novecento, le cui
collezioni includevano nomi di spicco come Giuseppe Pellizza da Volpedo e
Silvestro Lega. L'amicizia con Ucelli pose le condizioni per affidare al Museo
questi importanti lasciti, nel solco dell'ideale unione tra Arte e Industria che
l'istituzione intendeva coltivare. La presenza di importanti opere attirò nel
tempo ulteriori donazioni, tra cui quella del ritratto di Amanzia Guerillot,
giunto al Museo nel 1976 per lascito di Paolina Farnesi Mazza, vedova del
pittore Aldo Mazza, insieme a tutta la collezione dell’artista. Conservata
nella quadreria di famiglia, l'opera era stata donata al nonno di quest'ultimo,
Giuseppe Mazza, da Inganni stesso, con cui era in amicizia sin dagli anni di
studio condivisi all'Accademia di Brera. Le collezioni d'arte del Museo sono al centro di molteplici
iniziative, tra cui prestiti nazionali e internazionali per esposizioni, e di
un percorso di studio volto alla loro futura esposizione permanente. L'opera sarà nei prossimi mesi esposta nella mostra "Le
Signore dell'Arte. La parità del talento nell'arte italiana moderna" a
cura di Massimo Bertozzi (Palazzo Cucchiari, Carrara, 26 giugno - 25 ottobre
2026). La mostra indaga il percorso di emancipazione delle donne artiste
nell'Ottocento italiano, quando la familiarità con i maestri si trasforma da
rapporto professionale a relazione di vita. Proprio la vicenda di Amanzia
Guerillot, allieva, modella e amante di Inganni prima di diventarne la seconda
moglie, rappresenta una svolta significativa in un'epoca in cui le giovani
pittrici di buona famiglia erano per consuetudine costrette ad abbandonare ogni
ambizione artistica al momento del matrimonio. |