Analisi genomiche
quaranta volte più veloci grazie a DEVIL Il nuovo strumento
sviluppato da Università di Trieste, Area Science Park, SISSA e Human
Technopole analizza oltre dieci milioni di cellule in meno di due ore. È a
disposizione gratuitamente di laboratori e ospedali di tutto il mondo per lo
studio di tumori, malattie degenerative e la medicina personalizzata. Trieste, 22 giugno 2026 - Dieci milioni di cellule analizzate in meno di due
ore, con un consumo di memoria circa tre volte inferiore rispetto
ai migliori strumenti esistenti e una velocità fino a quaranta volte superiore
sui dataset più grandi. È questo lo straordinario risultato ottenuto da un gruppo
di ricercatori dell’Università degli Studi di Trieste e
di Area
Science Park, della SISSA e dello Human Technopole
che ha sviluppato DEVIL (Differential Expression with Variational Inference Learning),
un nuovo strumento di calcolo ad altissime prestazioni. Il
lavoro è stato pubblicato su Nature Communications. Capire quali geni sono attivi nelle
cellule è una delle chiavi per comprendere le malattie e sviluppare nuove terapie.
Oggi le tecnologie più avanzate consentono di misurare l’attività genica in
milioni di cellule provenienti da decine o centinaia di pazienti, generando una
quantità di dati senza precedenti per la ricerca biomedica. Questa
rivoluzione porta però con sé due grandi questioni: da un lato il rischio di
errori nell’interpretazione dei dati, dall’altro la difficoltà di
analizzare volumi così elevati di informazioni. La prima sfida è computazionale: analizzare milioni di cellule richiede una potenza di calcolo
enorme. I metodi tradizionali sono troppo lenti e consumano troppa memoria per
gestire questi volumi: un collo di bottiglia che rischia di vanificare il
vantaggio delle nuove tecnologie di raccolta dati. La seconda sfida è statistica. Le cellule prelevate dallo stesso paziente si somigliano tra
loro più di quanto si somiglino le cellule di pazienti diversi perché
condividono la stessa biologia individuale, lo stesso ambiente e le stesse
caratteristiche individuali. Ignorare questo fatto — come fanno molti degli
strumenti attualmente in uso — può portare a conclusioni statistiche distorte,
con il rischio di identificare come "significativi" cambiamenti
cellulari che in realtà non lo sono, o viceversa di perderne di reali. Per tentare di risolvere i due
problemi, i ricercatori, grazie a DEVIL, sono riusciti a unire in modo inedito
il rigore statistico con la rapidità di calcolo. Sul piano computazionale,
DEVIL, che è stato sviluppato anche grazie al sostegno di Fondazione AIRC, è
stato progettato per sfruttare in modo efficiente le più moderne architetture
di calcolo parallelo tipiche dell’intelligenza artificiale. Inoltre, DEVIL non
è solo più rapido, ma utilizza anche meno memoria, un dettaglio non da poco.
Infatti, questo significa che analisi prima riservate ai grandi centri di
calcolo, diventano ora accessibili ad infrastrutture e a laboratori di ricerca
più piccoli. Sul piano statistico, DEVIL risolve il problema con un approccio bayesiano che
tiene correttamente conto della struttura dei dati, trattando le cellule di uno
stesso paziente come correlate, separando quindi le differenze tra pazienti
dalle vere differenze nell’attività cellulare. “Questo lavoro non sarebbe stato
possibile senza ORFEO, il data center di Area Science Park, recentemente
potenziato grazie ai fondi del PNRR – sottolinea Stefano Cozzini,
Direttore Istituto Ricerca e Innovazione Tecnologica di Area. La disponibilità
di GPU di ultima generazione, caratterizzate da prestazioni di calcolo
estremamente elevate, insieme a un’attenta ottimizzazione degli algoritmi su
questa architettura, sviluppata dal nostro team, permette ora di usare DEVIL
per affrontare e risolvere problemi su una scala significativamente più ampia.
La soddisfazione è grande: non è frequente poter contare su una squadra di così
elevata competenza, capace di valorizzare al meglio le risorse acquisite.”. ”La differential expression,
cioè l'analisi statistica che identifica quali geni sono significativamente più
o meno attivi tra due o più condizioni biologiche diverse – spiega Giulio Caravagna dell’Università di Trieste - è una tecnologia matura. Tuttavia,
il passaggio al single-cell ha introdotto problemi statistici e computazionali
che rendono complessa l’analisi integrata di grandi coorti di pazienti. Il
nostro lavoro nasce proprio per risolvere questo collo di bottiglia, combinando
innovazione metodologica e calcolo ad alte prestazioni per scalare alla
possibilità di analizzare milioni di cellule da centinaia di pazienti.”. “Nello sviluppo di DEVIL, la sinergia
di strumenti statistici classici e bayesiani rappresenta un fiore all’occhiello
nel panorama della letteratura oncologica di riferimento – sottolinea Leonardo Egidi dell’Università
di Trieste – e rende DEVIL un protocollo computazionale efficiente e dalla
forte caratterizzazione metodologica. Sviluppi futuri potrebbero coinvolgere
modelli spazio-temporali per più pazienti e apportare ulteriori approssimazioni
di calcolo basate su alcune proprietà teoriche attualmente oggetto di studio:
un bel mix di competenze statistiche, informatiche e biologiche.”. DEVIL è stato testato su due
casi biologici concreti. Nel primo, dedicato
all’identificazione di cellule del sistema immunitario, lo strumento si è
dimostrato più preciso e specifico nel riconoscere le funzioni biologiche
rilevanti. Nel secondo, relativo all’invecchiamento del tessuto muscolare
umano, ha individuato in modo più stabile e biologicamente fondato i
cambiamenti trascrizionali legati all’età, riducendo il rumore e mettendo in
evidenza i processi chiave per le analisi successive. DEVIL è stato rilasciato come
software libero e gratuito, a disposizione di laboratori e
ospedali di tutto il mondo, aprendo la strada a una nuova generazione di
analisi genomiche su larga scala per lo studio dei tumori, delle malattie
degenerative e per lo sviluppo della medicina personalizzata. |