Gonfiori improvvisi e dolore intenso legati a un gene difettoso: quando non è allergia, ma angioedema
ereditario Alla vigilia della
Giornata Mondiale, un evento a Milano riunisce esperti da tutta Europa insieme
ai pazienti per aumentare la consapevolezza su diagnosi e cura di una malattia
rara, ma non invisibile. In Italia 1300 pazienti diagnosticati Gonfiori
improvvisi e dolore intenso: l'angioedema ereditario (HAE) colpisce in modo
imprevedibile. Spesso confusi con una banale allergia quando interessano volto
e mani, o con stress e disturbi intestinali quando colpiscono l'addome, questi
attacchi nascondono una realtà molto più complessa: l’HAE è una malattia
genetica rara che colpisce circa 1 persona ogni 50.000. Proprio
perché i suoi sintomi ‘imitano’ condizioni molto più frequenti, la diagnosi
arriva spesso dopo anni, ritardando l’accesso a percorsi terapeutici
appropriati ed esponendo i pazienti a rischi evitabili e a un forte impatto
sulla qualità di vita. Un peso
reso ancora più rilevante perché i sintomi compaiono già durante l’infanzia
e l’adolescenza e la malattia non si esaurisce negli attacchi. A
condizionare la quotidianità e la possibilità di fare progetti è anche l’ansia
costante dell’incertezza: non sapere quando, dove e con quale intensità si
manifesterà il prossimo episodio. Per
aumentare la consapevolezza sulla malattia, nella settimana della Giornata
Mondiale dell’Angioedema Ereditario (16 maggio), i principali
esperti italiani ed europei si sono riuniti a Milano per l’evento “HAELLO,
WE’RE HAERE. It’s not what it seems. Decode the rare”, promosso da BioCryst Ireland,
un’azienda di Neopharmed Gentili. Un titolo
che richiama la necessità di favorire il riconoscimento precoce di una malattia
rara ma non invisibile, fondamentale per consentire ai pazienti di accedere a
trattamenti mirati in grado di restituire qualità di vita e maggiore serenità
nella quotidianità. Con questo obiettivo è stato realizzato anche un video
motion graphic (LINK) pensato
per rendere più riconoscibili i segnali della malattia. Oggi in Italia circa 1.300
i pazienti hanno ricevuto una diagnosi di HAE e possono contare su una rete
di 27 centri di riferimento distribuiti sul territorio nazionale, per una
presa in carico specializzata e multidisciplinare. L’angioedema
ereditario si manifesta con episodi improvvisi e ricorrenti di gonfiore (edema),
di intensità e frequenza variabile, che possono interessare diverse parti del
corpo, in particolare viso, mani, piedi, apparato gastrointestinale e vie
respiratorie. Nei casi più gravi, il coinvolgimento della laringe può
risultare potenzialmente fatale, con rischio di soffocamento se non si
interviene tempestivamente. Alla base della malattia vi è una mutazione
genetica che determina una carenza o un malfunzionamento della proteina
C1-inibitore, con conseguente produzione eccessiva di bradichinina,
responsabile della formazione degli edemi2. La malattia è
ereditaria: se un genitore è affetto, il rischio di trasmissione ai figli è
del 50%. Tuttavia, in circa 1 caso su 4, compare anche senza
precedenti familiari, rendendo il riconoscimento ancora più complesso. “L’angioedema
ereditario è una malattia rara ma tutt’altro che invisibile per chi ne soffre.
Il suo peso è duplice: fisico, legato al dolore e alla limitazione funzionale
durante gli episodi di edema, e psicologico, legato all’imprevedibilità degli
attacchi – spiega Mauro
Cancian, Presidente ITACA, Italian Network for Hereditary and
Acquired Angioedema. La diagnosi si conferma con esami specifici, ma la
vera sfida è anticiparla: pensare all’HAE di fronte a episodi ricorrenti di
gonfiore o dolori addominali senza una causa evidente, evitando di confonderla
con allergie o altre condizioni. Negli ultimi vent’anni la capacità di
riconoscere la malattia è cresciuta in modo significativo e, parallelamente,
sono cambiate le prospettive di cura: se in passato l’obiettivo era gestire gli
attacchi, oggi come indicato anche le Linee Guida, puntiamo al controllo
completo della malattia e alla normalizzazione della vita dei pazienti, resa
possibile grazie alla profilassi a lungo termine. La disponibilità di opzioni
terapeutiche anche orali, semplici da assumere e con prospettive di estensione
all’età pediatrica, rende questo obiettivo sempre più concreto”. “In assenza
di una diagnosi e di un trattamento adeguato, convivere con l’angioedema
ereditario significa vivere sotto la costante minaccia di attacchi
imprevedibili, che limitano la quotidianità, dallo studio al lavoro, alle
relazioni sociali. Per i più giovani, questo si traduce nella difficoltà di
vivere pienamente la propria età: fare sport, partecipare a una gita
scolastica, a momenti di socialità – afferma Pietro
Mantovano, Presidente A.A.E.E., Associazione per l’angioedema
ereditario ed altre forme rare di angioedema. Grazie al lavoro con la
rete scientifica ITACA, la consapevolezza è cresciuta, ma bisogna continuare:
nelle malattie rare l’informazione è il primo passo verso una diagnosi
tempestiva. Restano sfide importanti: garantire un accesso equo alle cure,
rendere le terapie più accessibili e vicine ai pazienti, alleggerendo il carico
su famiglie e caregiver, e rafforzare il supporto psicologico, soprattutto
quando la diagnosi arriva senza una storia familiare di malattia”. I progressi
terapeutici hanno aperto nuove prospettive per i pazienti, tuttavia l’accesso
alle cure resta talvolta difficoltoso. Le Linee Guida WAO/EAACI indicano
però una direzione chiara: raggiungere il controllo della malattia e
migliorare la qualità di vita dei pazienti, aiutandoli a vivere liberi dal
peso dell’imprevedibilità. “Dietro
ogni diagnosi di angioedema ereditario c’è un percorso complesso, spesso
invisibile, fatto di attese, incertezze e un forte impatto sulla vita
quotidiana – dichiara Alessandro
Del Bono, CEO di Neopharmed Gentili. Come azienda impegnata nelle
malattie rare, vogliamo contribuire a offrire ai pazienti nuove prospettive,
attraverso terapie innovative ed esplorando nuove frontiere della cura. Allo
stesso tempo, sosteniamo iniziative di awareness come questa, fondamentali per
accendere i riflettori sui bisogni ancora insoddisfatti e favorire una gestione
sempre più efficace e consapevole della malattia”. Aumentare
la conoscenza dell’angioedema ereditario resta quindi il primo passo per
ridurre i tempi di diagnosi e indirizzare i pazienti ai centri specialistici.
In occasione della Giornata Mondiale sono previste iniziative di
sensibilizzazione in tutta Europa. In Italia, la rete ITACA e
l’associazione pazienti A.A.E.E. promuovono un open day nei centri di
riferimento, aperto a pazienti, famiglie e a chi sospetta di essere affetto
dalla patologia. Perché, quando si tratta di HAE, spesso non è quello che
sembra: riconoscerlo in tempo può cambiare la vita. |