Antartide: Ice Memory
Foundation inaugura il
primo archivio destinato a conservare per secoli
campioni dei ghiacciai montani
Dalle Alpi al plateau
antartico. Preziose carote di ghiaccio contenenti la
memoria dell’atmosfera del
passato sono ora conservate in sicurezza alla
Stazione Concordia in una grotta
nel ghiaccio progettata per preservare i
campioni dei ghiacciai montani per le
future generazioni di scienziate e
scienziati
L’apertura in Antartide del primo archivio per la
conservazione delle carote di ghiaccio segna un momento storico per il progetto
Ice Memory, lanciato nel 2015 da Consiglio Nazionale delle Ricerche e
Università a Ca’ Foscari Venezia con Cnrs, Ird e Université Grenoble-Alpes
(Francia) e Paul Scherrer Institute (Svizzera).
Dopo un viaggio di più di 50 giorni a bordo della
rompighiaccio Laura Bassi, salpata da Trieste, due preziosi campioni di
ghiaccio provenienti da ghiacciai alpini in ritiro, prelevati con il supporto
della Ice Memory Foundation, hanno raggiunto la Stazione italo-francese di
Concordia, nel cuore dell’altopiano antartico. Avvenuto nell’ambito del
Programma Nazionale di Ricerca in Antartide (PNRA), il trasporto è stato
gestito dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale
(OGS). Arrivate a destinazione, le carote di ghiaccio sono state archiviate
nell’Ice Memory Sanctuary inaugurato oggi: una grotta ricavata nel ghiaccio e
progettata appositamente per diventare un archivio naturale e permanente di
campioni di ghiaccio. Un successo che, nel contesto del Decennio d’azione per
le scienze della criosfera dell’UNESCO, dimostra la piena efficacia degli
sforzi intrapresi per salvaguardare gli archivi climatici glaciali del nostro
pianeta.
Con la fiducia che i progressi della scienza e della
tecnologia possano aprire la strada a nuove scoperte – anche qualora i
ghiacciai dovessero scomparire – queste carote di ghiaccio rappresentano
un’eredità dal valore inestimabile per le generazioni future. Costituiranno una
risorsa a lungo termine per la ricerca scientifica e per i processi decisionali
basati su evidenze scientifiche. Vere e proprie capsule del tempo, racchiudono
l’atmosfera del passato che da oggi sarà protetta per i decenni e i secoli a
venire.
Dall’Europa all’Antartide: un viaggio storico per
preservare gli archivi climatici
Le due carote di ghiaccio alpine sono state estratte
dal Monte Bianco (Col du Dôme, Francia, 2016) e dal Grand Combin (Svizzera,
2025). La missione sul Grand Combin, coordinata dall’Istituto di scienze polari
del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISP) e dall’Università Ca’ Foscari
Venezia, è stata supportata da SEA BEYOND, progetto del Gruppo Prada condotto
dal 2019 in partnership con la Commissione Oceanografica Intergovernativa (COI)
dell’UNESCO, con l’obiettivo di creare consapevolezza sulla preservazione
dell’oceano e la sua sostenibilità. I due campioni sono salpati a metà ottobre
2025 a bordo della nave rompighiaccio italiana Laura Bassi, nell’ambito della
41ª campagna del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA). Operato
dall’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS), il
carico di 1,7 tonnellate di ghiaccio è stato mantenuto a una temperatura
costante di -20 °C / -4 °F per l’intera durata del viaggio. Ha attraversato il
Mar Mediterraneo, l’Oceano Atlantico, il Pacifico, quindi l’Oceano Meridionale
e il Mare di Ross prima di raggiungere la Stazione Mario Zucchelli il 7
dicembre 2025.
Da qui, un volo speciale reso possibile dall’ENEA
nell’ambito del PNRA e operato senza riscaldamento nella stiva di carico per
garantire l’integrità dei campioni a -20 °C, ha trasportato le carote di
ghiaccio attraverso l’interno del continente antartico fino alla Stazione
italo-francese Concordia, a 3.233 metri di altitudine.
L’archivio Ice Memory per la conservazione a lungo
termine delle carote di ghiaccio: un’infrastruttura naturale nel cuore
dell’Antartide
L’Ice Memory Sanctuary è una grotta lunga
35 metri e alta e larga 5 metri, scavata interamente negli strati di neve
compatta a circa 5 metri sotto la superficie, per una profondità totale di 9
metri. Sotto il coordinamento tecnico e la progettazione dell’Unità Tecnica
Antartica dell’ENEA e con la collaborazione dell’Istituto Polare Francese
(IPEV), sono stati condotti diversi test (a partire dalla campagna estiva
2018-2019) per garantire la massima durata possibile del deposito, limitando al
contempo l’impatto della costruzione sull’ambiente antartico, in conformità con
il Protocollo di Madrid. La struttura non ha richiesto materiali da
costruzione, fondamenta né sistemi di refrigerazione meccanica. La sua
stabilità è assicurata dalle temperature antartiche estreme e naturalmente
costanti, che tutto l’anno si mantengono prossime a -52 °C. La condizione di
conservazione delle carote di ghiaccio garantisce che i campioni siano protetti
dalle fluttuazioni ambientali e dalle contaminazioni.
La valutazione iniziale di impatto ambientale per
questa grotta di ghiaccio naturale è stata approvata nel 2024 nell’ambito della
46ma riunione consultiva del Trattato Antartico (ATCM46). Grazie al
finanziamento della Fondazione Principe Alberto II, partner filantropico
storico della Ice Memory Foundation, l’archivio rappresenta una delle strutture
scientifiche di conservazione più innovative e remote mai realizzate.
«La mia Fondazione è impegnata nell’iniziativa Ice
Memory fin dalla sua nascita nel 2015. Oggi abbiamo una responsabilità storica:
contribuire a costruire, attraverso Ice Memory, un patrimonio di archivi
glaciali per i nostri figli».
S.A.S. il Principe Alberto II di Monaco, Presidente
Onorario della Ice Memory Foundation.
Un’eredità unica in risposta alla perdita del
patrimonio glaciale mondiale
I ghiacciai montani stanno arretrando a una velocità
senza precedenti. Dal 2000, i ghiacciai hanno perso a livello regionale tra il
2% e il 39% della loro massa di ghiaccio e circa il 5% a livello globale, rischiando di cancellare secoli,
in alcuni casi millenni, di informazioni scientifiche cruciali e
insostituibili, che consentono alla comunità scientifica di osservare e comprendere
le tendenze passate e di anticipare quelle future.
Già da decenni la paleoclimatologia glaciale
contribuisce ai processi decisionali politici, in particolare attraverso
l’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc). In risposta alla fusione irreversibile
dei ghiacciai del mondo, la Ice Memory Foundation ha individuato ghiacciai a
rischio di scomparsa e siti di particolare rilevanza e, dal 2015, ha già
coordinato, realizzato o sostenuto dieci campagne di perforazione di carote di
ghiaccio a livello globale, coinvolgendo team scientifici di oltre tredici
Paesi in questa iniziativa di
grande rilevanza scientifica e globale.
«Salvaguardando campioni fisici di gas atmosferici,
aerosol, inquinanti e polveri intrappolati negli strati di ghiaccio, la Ice
Memory Foundation garantisce che le future generazioni di ricercatrici e
ricercatori possano studiare le condizioni climatiche del passato utilizzando
tecnologie che magari non esistono ancora», spiega
Carlo Barbante, vicepresidente della Ice Memory Foundation, professore
all’Università Ca’ Foscari Venezia e senior associate member del CNR-ISP.
Un patrimonio internazionale sotto una futura
governance globale
Decine di altre carote di ghiaccio del patrimonio Ice
Memory provenienti da tutto il mondo - Ande, Pamir, Caucaso, … - si uniranno a
queste prime due nel loro nuovo “rifugio” negli anni a venire. Il patrimonio
Ice Memory è concepito come eredità comune dell’umanità.
Nel corso del prossimo decennio - designato come
Decennio delle Nazioni Unite per l’Azione nelle Scienze della Criosfera - verrà
definito il quadro di governance internazionale per garantire che i campioni
del patrimonio, con le loro informazioni uniche, rimangano accessibili come
risorsa appartenente a tutta l’umanità. Tale governance dovrà assicurare un
accesso trasparente alle carote di ghiaccio archiviate, basato esclusivamente
su criteri scientifici e gestito secondo principi etici ed equi.
«Affinché queste carote possano continuare a servire
la scienza tra cento anni, devono essere gestite come un bene comune globale.
La creazione di un simile modello di governance rappresenterebbe un risultato
fondamentale del Decennio delle Nazioni Unite per l’Azione nelle Scienze della
Criosfera», ha dichiarato Thomas Stocker, Università
di Berna, Presidente della Ice Memory Foundation.
Un urgente appello internazionale all’azione rivolto
alle comunità diplomatiche e scientifiche
La Ice Memory Foundation e i suoi partner stanno
accelerando gli sforzi per ampliare la raccolta e definire un quadro di
governance internazionale. Per rispettare la sua ambiziosa roadmap (campionare
20 ghiacciai in 20 anni), la Ice Memory Foundation invita la comunità
scientifica globale, le istituzioni di ricerca, i decisori politici e i partner
finanziari ad agire con urgenza per:
·
organizzare e sostenere nuove campagne di
perforazione sui ghiacciai in pericolo;
·
contribuire all’ampliamento dell’archivio
mondiale di ghiaccio a lungo termine prima che questi archivi scompaiano.
«Siamo l’ultima generazione che può agire», ha dichiarato
Anne-Catherine Ohlmann, Direttrice della Ice Memory Foundation. «È una
responsabilità che condividiamo tutti. Salvare questi archivi di ghiaccio non è
solo una responsabilità scientifica: è un’eredità per l’umanità».
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