Asma allergica: disponibile in Italia il primo biosimilare di omalizumab Approvata dall’AIFA la rimborsabilità del farmaco
destinato ai pazienti affetti da asma allergica, rinosinusite cronica con
polipi nasali e orticaria spontanea cronica. L’esperto: “Importante per
garantire sostenibilità dell’accesso a trattamenti personalizzati per un numero
di pazienti in continua crescita”. È
disponibile e rimborsabile in Italia il primo biosimilare di omalizumab,
destinato ai pazienti affetti da patologie allergiche gravi e croniche. Il
farmaco, sviluppato da Celltrion, è indicato per il trattamento di asma
allergica, rinosinusite cronica con polipi nasali (CRSwNP) e orticaria
spontanea cronica (CSU). Queste
condizioni, accomunate da un meccanismo patogenetico condiviso –l’infiammazione
di tipo 2 – possono coesistere nello stesso paziente e rappresentano
una sfida clinica rilevante sia per la loro diffusione, sia per
l’impatto sulla qualità della vita. L’approvazione da parte dell’Agenzia
Italiana del Farmaco (AIFA) si basa su evidenze cliniche che dimostrano un
profilo di efficacia e sicurezza sovrapponibile al farmaco di riferimento. L’asma è
una patologia infiammatoria cronica delle vie aeree che interessa in Italia
circa il 5% della popolazione (oltre 3 milioni di persone).
Di questi, circa il 10% soffre di una forma grave, spesso di
origine allergica e frequentemente associata a patologie delle alte vie
respiratorie come rinite allergica e rinosinusite. Anche l’orticaria spontanea
cronica è una condizione diffusa, caratterizzata da episodi ricorrenti e
imprevedibili che possono protrarsi nel tempo e incidere in modo significativo
sulla quotidianità. “L’avvento
di terapie biologiche come omalizumab ha profondamente cambiato il trattamento
dell’asma grave – spiega Fulvio
Braido, Professore Ordinario di Malattie dell’Apparato Respiratorio
all’Università di Genova –. Si tratta di una patologia ad alto
impatto, non solo individuale ma anche sociale, per il carico assistenziale e
le comorbilità. Non va infatti dimenticato che il paziente con allergopatia
respiratoria raramente presenta una sola patologia: fino all’80% degli asmatici
ha un interessamento delle alte vie aeree, e viceversa circa il 40% dei
pazienti con rinite presenta anche asma. La disponibilità del primo biosimilare
di omalizumab rappresenta un passo importante per garantire la sostenibilità
dell’accesso a trattamenti personalizzati per un numero di pazienti in continua
crescita”. Omalizumab
è un anticorpo monoclonale che agisce su uno dei meccanismi chiave delle
reazioni allergiche: si lega e neutralizza le immunoglobuline E (IgE)
circolanti, responsabili delle risposte allergiche di tipo immediato, impedendo
l’attivazione della cascata infiammatoria. “Questo si
traduce in un miglior controllo della malattia, con riduzione delle
riacutizzazioni, minore o assente ricorso ai corticosteroidi sistemici,
miglioramento della funzione respiratoria e diminuzione degli accessi in pronto
soccorso e dei ricoveri – aggiunge
il Prof. Braido –. Oggi, a fianco di terapie inalatorie indicate in
tutti i pazienti, disponiamo di strategie personalizzate, basate sul profilo
clinico del paziente e sulle caratteristiche infiammatorie della patologia. In
questo scenario, il biosimilare di omalizumab, che garantisce la stessa
efficacia e qualità del farmaco progenitore, rappresenta un’opportunità
concreta.” L’approvazione
del biosimilare di omalizumab rafforza ulteriormente il portfolio immunologico
di Celltrion Healthcare Italia, la filiale italiana della multinazionale
biofarmaceutica sudcoreana specializzata nella ricerca, sviluppo, produzione e
commercializzazione di farmaci biosimilari e terapie innovative. Un impegno
volto a mettere a disposizione di clinici e pazienti soluzioni terapeutiche
efficaci e accessibili, contribuendo al contempo alla sostenibilità del
Servizio Sanitario Nazionale. |