Atleti con diabete e accesso ai gruppi sportivi militari, FeSDI: “Auspichiamo che con la riforma della sanità militare possa aprirsi finalmente una svolta” L’avvio dell’iter parlamentare per la riforma della sanità
militare, già oggetto di intesa in sede di Conferenza Unificata il 15 gennaio
scorso, insieme alla rinnovata attenzione sul tema dell’accesso degli atleti
con diabete ai gruppi sportivi militari e alle recenti iniziative parlamentari
in materia, rappresenta per la Federazione delle Società Diabetologiche
Italiane – FeSDI (AMD e SID) un segnale positivo di una sensibilità
istituzionale in crescita. Un contesto che la Federazione accoglie con
interesse e segue con attenzione, auspicando che possa tradursi in un “momentum”
favorevole e finalmente risolutivo per il pieno riconoscimento dei diritti
degli atleti con diabete. In questo quadro si collocano, in particolare, la Risoluzione proposta
dagli Onorevoli Saccani Jotti, Mulè, Minardo che impegna il Governo ad assumere
iniziative, anche di carattere normativo, volte ad assicurare l’accesso ai
gruppi sportivi delle Forze armate a soggetti affetti da diabete mellito
pienamente idonei all’attività sportiva; e il disegno di legge presentato
dalla Senatrice Daniela Sbrollini recante disposizioni per l’arruolamento di
atleti con diabete nei gruppi sportivi militari e dei Corpi dello Stato. La FeSDI, da anni impegnata per il riconoscimento dei diritti
degli atleti con diabete, auspica che il contesto istituzionale contingente
possa accelerare il superamento di una norma fondata su un Regio Decreto
del 1932, ormai del tutto obsoleto rispetto alle attuali
conoscenze scientifiche, opzioni terapeutiche, prospettive di cura. L’accesso ai gruppi sportivi delle Forze armate a soggetti affetti da
diabete mellito è da valutare sulla base delle reali condizioni di idoneità
degli atleti con diabete adeguatamente gestito. “Per gli atleti l’ingresso nei gruppi sportivi militari
rappresenta un passaggio essenziale per la continuità e la sostenibilità della
propria carriera agonistica. Questo vale anche per chi ha il diabete. L’attuale
quadro normativo continua invece a precludere questa possibilità a numerosi
atleti con diabete, nonostante l’evoluzione della medicina e delle tecnologie
di monitoraggio e cura”, ha dichiarato Raffaella Buzzetti, Presidente
della Società Italiana di Diabetologia (SID). “L’auspicio è che la riforma, in discussione presso il Parlamento, possa
rappresentare un’occasione concreta per superare una discriminazione che non ha
più ragione di esistere. Come Federazione, da anni impegnata sul tema, ci
auguriamo che si apra finalmente una fase nuova, coerente con le attuali
conoscenze scientifiche e con i principi di inclusione e pari opportunità”, ha sottolineato Salvatore De Cosmo, Presidente FeSDI e
dell’Associazione Medici Diabetologi (AMD). Un impegno sinergico, quello di FeSDI, portato avanti grazie alla
collaborazione con l’Intergruppo Parlamentare Obesità, diabete e malattie
croniche non trasmissibili, con il CONI e con Sport e Salute: tante le iniziative di sensibilizzazione, accompagnate da un
confronto costante negli ultimi anni, che ha contribuito a mantenere alta
l’attenzione istituzionale sulla necessità del superamento di una norma
obsoleta e anacronistica. |