Batista, il ricordo dei tanti amici
«Il
suo sorriso caloroso, la gentilezza e la generosità che ha dimostrato verso gli
altri continueranno a ispirare le nostre azioni» E’ mancato Alfredo Batista, 83 anni, il maestro Batista,
educatore a tutto tondo, insegnante di scuola elementare a San Colombano per
quasi 30 anni, poi direttore didattico a Lodi alla primaria Archinti, per 10
anni presidente delle Acli banine, animatore e tra i fondatori della scuola
popolare di SanColombano a inizio anni Settanta, poi de Il Borgo Notizie, uomo
mite e silenzioso,amante del fare, cattolico impegnato nella società e nella
comunità. I suoi amici delleAcli banine e non solo lo hanno omaggiato con una
lunga serie di pensieri e ricordi Marco
Baldazzi Alfredo è stato un amico straordinario, con un impatto
positivo di insegnamento sulla vita di noi che gli siamo stati vicini. Il suo
sorriso caloroso,la gentilezza e la generosità che ha dimostrato verso gli
altri continueranno a ispirare e a influenzare le nostre azioni quotidiane.
Ricordo Alfredo come collaboratore di don Pierino nell’oratorio in castello,
come nostro insegnante di catechismo, come coordinatore degli aspiranti. In
quegli anni c’erano due oratori,uno in castello per i maschi e l’altro al
Rosalinda per le femmine. Alfredo con don Pierino riuscì a unirli creando un
luogo di crescita e di discussione. Per noi,ragazzi di allora, aiutati da
Alfredo e da sua moglie Alba, l’oratorio divenne un luogo di crescita,
conoscenze e approfondimento: riunioni continue per discutere su brani del
Vangelo, sulle difficoltà della vita degli adolescenti e della vita quotidiana.
In quegli anni Alfredo e Alba, insieme ad altri, iniziarono anche la scuola popolare
nei locali del bar Acli per tutte le persone che necessitavano del diploma di
terza media; fu un traguardo per molti. Voglio anche ricordarlo quando venimmo
eletti in consiglio comunale, prima lista civica di San Colombano. Fu sempre
una fonte di aiuto e ispirazione. Giuseppe
Uggè Grazie Alfredo perché ho potuto condividere con te sentimenti di amicizia, di
pace, di giustizia; balsamo di vita per me e per tutta l’umanità. Un grande
abbraccio in Gesù. Pieranna
Segalini Alfredo, una persona colta, intelligente, un amico, un
testimone di solidarietà e di pace. La sua cultura mai esibita ma usata per dare
consigli, per proporre iniziative. Ci ha stupito in molte situazioni. Nelle
Acli ha rivestito tanti ruoli, presidente del Circolo, consigliere provinciale
e membro dell’attuale consiglio. Una insegnante che ai suoi esordi ha lavorato
con Alfredo lo ricorda così: «A 23 anni, arrivata a San Colombano, ho iniziato
a lavorare con lui. Ha capovolto la mia idea di scuola, mi ha insegnato a
cominciare tutto dai bambini che avevo davanti». Un’altra insegnante della don
Gnocchi di Lodi l’ha definito «il direttore dal sorriso gentile». Alfredo,
persona con una memoria eccezionale. A novembre, in occasione della Carovana
della Pace a Lodi, è bastato contattarlo mentre era in ospedale e al volo ci ha
suggerito una bellissima poesia“Ho dipinto la pace” poi letta in piazza da una
ragazza del Verri. Maurizio
Gavina Caro Alfredo, sei stato un insegnante e un maestro nel senso
più autentico del termine, punto di riferimento saldo e autorevole che ha trasmesso
un modo di pensare, di agire e di stare insieme agli altri. Dotato di un raro
equilibrio umano e intellettuale, sapevi affrontare anche le situazioni più complesse
con lucidità e rispetto, favorendo il dialogo e la comprensione reciproca.
Mettevi sempre al centro le persone e il bene comune portando negli incontri
uno stile sobrio, legato a un ascolto profondo e a una visione ampia che giungeva
con garbo a mediazioni e sintesi. Ricorderemo sempre questa tua grande capacità
di sintesi. Sei stato uomo di cultura e profonda sensibilità civile,hai saputo
unire pensiero e azione, rigore nei principi e grande umanità. Ci hai insegnato
ad argomentare e avere uno spirito critico sempre con rispetto e senza mai
giudicare le persone. Il tuo esempio continuerà a vivere nelle relazioni che hai
costruito Lina
Fedeli Ho letto l’articolo sul «Cittadino» e mi ha commosso leggere
che il maestro Alfredo ha incominciato a insegnare ai Casoni, alle Tre Ruote.
Non sapevo che quella quinta elementare fosse la sua prima classe. Sono fiera
di averlo avuto come maestro. Me lo ricordo molto giovane che veniva in
bicicletta da San Colombano percorrendo la stradina non ancora asfaltata e
piena di buche. Si vedeva già da allora che era una brava persona; sono grata
d’averlo conosciuto e che abbia festeggiato co noi alla grande adunata della
scuola Vittorino da Feltre il 21 settembre 2014. Un grande grande maestro. Maurizio
Sala Alfredo è un ricordo indelebile della mia gioventù all’oratorio di don Pierino
a San Colombano. Alfredo, maestro e faro (spesso con la moglie Alba) che mi ha
guidato insieme ad altri giovani nel passaggio dall’adolescenza alla maturità e
alle scelte di vita personale e sociale. Ettorina
Andronio Il nostro vero incontro è avvenuto nel 2005, la prima esperienza
a Bellaria. Eravamo solo 10 persone ma mi è servita quella vacanza per
conoscerci. Mi ha insegnato come capire e aiutare le persone là in villeggiatura. Luisa
Lunghi Rota Una folla di pensieri mi fa ripercorrere un percorso
comune di vita. Il tuo funerale non ha spazzato via la nostra amicizia,
l’impegno, la comprensione che ha caratterizzato la collaborazione in progetti
condivisi, alle Acli i viaggi e poi il soggiorno marino a Bellaria per venti
anni consecutivi. L’ultimo progetto culturale, la costituzione di una sezione
dell’Unitre a San Colombano, affidata alla mia organizzazione. Desidero
ricordare Alfredo Batista direttore, insieme a Stefano Taravella, entrambi
banini, persone serie e di profonda cultura, semplici e comunicative, capaci di
trasmettere il sapere a tutti. La tua finalità è sempre stata quella di
allargare, sviluppare le conoscenze e le opportunità, per cambiare al meglio la
vita altrui. Emblematici sono gli esempi delle persone che hai aiutato a
crescere, che ti saranno sempre riconoscenti in modo semplice e spontaneo. È
difficile esaurire in un breve testo tanti anni di frequentazione, da quando si
andava in corriera alla scuola media di Sant’Angelo,poi a Lodi il tragitto
verso il Maffeo Vegio, in allegria, perché eravamo giovani. Poi, da adulti, i
nostri matrimoni, tu con la carissima Alba e io con l’adorato Giuseppe. Alfredo
si è ispirato e richiamato a quei principi e valori inculcati dai padri che
solo la *spes*, la speranza, accompagna e guida da anni l’umanità alla ricerca
di mete sicure e definitive. Clotilde
Fino Alcune settimane fa avevo trovato per caso le foto di gruppo scattate a Roma
nel 1960, in occasione di un viaggio premio e le avevo inviate ad Alfredo.
Entrambi eravamo vincitori del concorso Veritas dell’Ufficio Catechistico
Diocesano. Non so ancora se il merito di quel riconoscimento fi di monsignor
Giovanni Bianchi, allora direttore dell’Ufficio, affezionato a San Colombano.
Il dubbio riguarda me, perché Alfredo aveva pieni titoli. Il suo agire è stato
in sintonia con il profondo rispetto, la riservatezza, la serietà espressi da tutta
la famiglia. Il padre, la mamma Cristina, la sorella Franca, il fratello Luigi sono
stati testimoni esemplari di capacità relazionale in una comunità lontana da
quella di origine. Le più recenti immagini di saluto che ho ricevuto da lui riproponevano
ricordi lontani. L’ultimo messaggio recava un segno insolito,premonitore di un
addio imminente. Non ho collaborato con Alfredo in finalità sociali, né ho
condiviso l’impegno in iniziative comuni. Ho ricambiato una sincera stima per
lui e per la moglie Alba, mia collega nel Liceo Scientifico Gandini di Lodi.
Persone come Alfredo hanno qualificato onorevolmente la comunità locale, civile
e credente. Simona
Distante Di Alfredo in questi giorni si sono evidenziati la sua
intensa partecipazione al cammino della comunità banina, il suo valore
professionale in campo educativo, il suo impegno civile a più livelli, ma anche
i ricordi nei momenti di svago. Le esperienze del suo esserci insieme ad Alba
sono sempre vivissime. Un viaggio particolare è stato quello dell’estate 1975,
il primo di tanti. Erano viaggi in comitiva, nei campeggi, con soste non
programmate e non si trattava solo di decidere una meta, di organizzarsi e
partire in gruppo con spensieratezza, ma erano viaggi di grande formazione. In
questo viaggio del1975, il primo della serie, i più grandi erano Alfredo e
Alba, poi seguiti da noi più giovani, uniti da amicizia, condivisione di vita
oratoriana, sociale, impegno civile. A completare il gruppo, quell’estate,
c’erano con noi quattro minorenni,ospiti dell’Istituto Fanciullezza di Lodi,
che noi frequentavamo come impegno di vita. Erano giovani in situazione di
fragilità, che ci erano stati affidati dalla direzione dell’Istituto, anche se
i responsabili legali erano proprio Alfredo e Alba,per vivere un’esperienza di
formazione. Si immagini una comitiva di macchine,una trasportava le stoviglie,
quell’altra i sacchi a pelo e le tende da campeggio, gli altri i vari zaini, i
bagagli e così via. C’era una cooperazione continua, sia nell’organizzazione
pratica, sia nelle riflessioni sugli ideali di vita, sia nei rapporti con le
persone locali e le loro tradizioni. Alfredo e Alba insieme erano guide
fondamentali per noi. Nonostante siano passati gli anni e siamo invecchiati
tutti, questa cosa ci è rimasta indelebile. Andrea Bagatta ha firmato questo articolo su Il Cittadino |
