A DUE
PASSI DA ROMA, IL BOSCO MILLENARIO RICONOSCIUTO DALL’UNESCO Tra
sentieri e panorami sorprendenti, Soriano nel Cimino conduce alla scoperta di
una delle faggete più affascinanti d’Europa Dichiarata Patrimonio Naturale
dell’Umanità nel 2017, la Faggeta Vetusta del Cimino è un luogo incantato
ideale per tutti, con un dedalo di sentieri da percorrere a piedi, in bici o a
cavallo. La presenza di magnifici esemplari di alberi secolari che superano
anche i 200 anni di età e arrivano ad un’altezza di 50 metri la rendono
un’attrazione imperdibile in Italia per gli amanti della natura, capace di
creare quella connessione intima che rigenera anima e corpo con l’ambiente
circostante. Si raggiunge facilmente da Roma, dove il soggiorno perfetto si può
vivere all'FH55 Grand Hotel Palatino, situato in posizione strategica nel Rione Monti, a poca
distanza dalle principali attrazioni. A poca distanza dalla capitale ci
sono luoghi tutti da scoprire capaci di offrire esperienze uniche accontentando
anche i gusti più disparati. Soriano nel Cimino è uno di questi: si tratta di
un caratteristico borgo situato nella Tuscia Viterbese, a poco più di un’ora di
macchina da Roma. Il paese si distingue per la presenza di diversi monumenti,
tra cui chiese e palazzi, edifici pubblici, fontane, il Museo Civico
Archeologico dell’Agro Cimino; ma è sicuramente il Castello Orsini a
caratterizzarne la fisionomia, ergendosi imponente con la sua grande mole a
custodire il borgo sottostante. I buongustai possono qui assaporare tutti i
migliori prodotti del luogo, visto che la cucina è un trionfo di sapori della
Tuscia in una sfilata di funghi, castagne, cacciagione, piatti della tradizione
contadina. A rimanere davvero estasiati sono, però, sopratutto gli amanti del
trekking e della natura, in quanto è il luogo dove si trova la leggendaria Faggeta Vetusta
dei Monti Cimini, dichiarata Patrimonio naturale dell’Unesco dal 2017.
E a ben ragione: infatti vanta la presenza di alberi secolari, alcuni alti
anche 50 metri, con il tronco largo oltre 1 metro, che trasportano il visitare
in un universo parallelo. Alcuni alberi superano i 200 anni di età,
da questo la denominazione di “foresta vetusta”. Chi si trova a percorrere i sentieri
della faggeta, che sia a piedi, in bicicletta o a cavallo, viene attraversato
da sensazioni uniche perché sembra di trovarsi un altro mondo, dove la
connessione tra l’uomo e la foresta sembra una vera e propria magia tanto e
tale è l’incanto circostante. Il primato della Faggeta Vetusta è anche quello di
aver ricevuto dall’Unesco il primo riconoscimento del genere in Italia:
merito dell’elevata naturalità degli ecosistemi che ospita, tutti dominati dal
faggio, che rappresentano la diversità dei processi ambientali della zona del
Mediterraneo Centrale. Inoltre sono proprio gli alberi, con la loro presenza
strutturale, ad essere un unicum sotto il punto di vista ecologico. Si tratta
di una vera e propria oasi tra bosco e cielo, verde e azzurro, che regala ad
ogni stagione un fascino diverso: se in primavera è un tripudio di fioriture,
in autunno si percepiscono i profumi della vendemmia, in inverno c’è tutto il
candore della neve, l’estate è il momento migliore per trovare rifugio tra la
frescura e l’ombra degli alberi. Il Monte Cimino è la vetta più alta
dell’Antiappennino laziale, con i suoi oltre 1000 metri di altezza.
La faggeta ricopre un’estensione di circa 50 ettari e risulta essere tra le più
imponenti di tutta l’Italia centrale. Tutto il territorio è incontaminato e la
splendida vegetazione ospita anche una ricca varietà di fauna selvatica, come
lupi, cinghiali, istrici, tassi, martore, ghiri ma anche uccelli rapaci come
poiane e falchi e diverse specie di picchi. I sentieri formano un dedalo di
percorsi che si percorrono facilmente, adatti a tutti coloro che abbiano il
desiderio di perdersi nella pace più assoluta della natura per rigenerare corpo
e spirito. Per raggiungere la faggeta basta
percorrere la comoda strada asfaltata, integrata perfettamente con il paesaggio
circostante, che termina con un grande parcheggio adiacente all’ingresso dei
percorsi pedonali. Prima di inoltrarsi nel bosco si nota il grande masso di trachite
di 8 metri di lunghezza per 6 metri di larghezza e 3 di altezza, formato da un materiale di
roccia magmatica che testimonia quanto la zona fosse anticamente attiva a
livello vulcanico: questa è la rupe tremante, attorno alla
quale sono nate diverse leggende. Plinio il Vecchio la celebrava come “miracolo
della natura”. Ad attrarre è soprattutto la sua posizione, in quanto si tiene
sospeso in equilibrio su una sporgenza rocciosa del suolo e può essere anche
fatto oscillare utilizzando una leva. Seguendo il sentiero, poco più sotto, si
arriva alla sorgente di Acquagrande, uno specchio d’acqua tutto da ammirare
cosi come diversi altri punti di interesse. A completare il tutto per vivere
un’esperienza ancora più indimenticabile vale la pena sostare tra i tavoli
dell’area picnic attrezzata, oppure assaporare i piatti tipici del luogo nella
caratteristica baita alla sommità della Faggeta. Per il soggiorno nella
capitale, invece, l'FH55 Grand Hotel Palatino è il luogo giusto: si tratta di
un elegante hotel a 4 stelle che si trova nel cuore del Rione Monti, a poca
distanza a piedi dal Colosseo, dai Fori Imperiali e dai più importanti punti di
interesse del centro. L’atmosfera è accogliente e tranquilla, le camere sono
arredate in stile classico e dotate di tutti i comfort moderni, ideale per
ospitare ogni tipo di clientela. |