Carlo Rovelli La cattiva coscienza dei fisici
Tutto
comincia negli anni Trenta, in un laboratorio nel centro di Roma, con una
scoperta inizialmente mal compresa, dalla quale nasce un’arma capace di
cancellare la nostra stessa civiltà. Rovelli racconta la storia della bomba
atomica seguendo il filo sottile che unisce curiosità scientifica, paura,
ambizione e responsabilità, in un mondo in cui, con la nuova corsa al riarmo,
si riaffaccia in modo drammatico il rischio della catastrofe nucleare.
Attraversiamo quasi cento anni tra episodi cruciali e momenti poco noti, dalle
ricerche di Enrico Fermi e del gruppo di fisici europei prima della guerra, al
Progetto Manhattan e ai bombardamenti atomici americani su Hiroshima e
Nagasaki, che causarono oltre 200.000 morti civili; dai dimenticati tentativi
italiani di dotarsi di una bomba atomica propria, fino alla situazione attuale,
in cui l’Italia, senza che ci sia stata una discussione pubblica su questa
scelta, ospita bombe atomiche altrui. Perché
la bomba non è stata realizzata in Germania, la nazione scientificamente più
avanzata dell’epoca? Perché gli scienziati, rimasti separati da una parte e
dall’altra del conflitto mondiale, non sono stati capaci di comprendersi? Cosa
insegna il fatto che la Corea del Nord, che ha scelto di avere la bomba, è
rimasta intatta, mentre la Libia, che vi ha rinunciato, è un paese devastato?
Perché gli Stati Uniti hanno usato l’atomica in Giappone a guerra praticamente
vinta? Quanto è diventata instabile oggi, con la crescita del numero delle
grandi potenze nucleari, la logica della deterrenza, cioè il fragile equilibrio
del terrore? Con il
suo stile chiaro e rigoroso, Rovelli non offre risposte consolatorie, ma ci
mette di fronte a questioni concrete. Ci ricorda gli innumerevoli malintesi e
gli errori di giudizio da parte della politica, che nel passato hanno portato a
massacri insensati, e ci invita a chiederci se non ne stiamo facendo di simili.
Ci spinge a interrogarci sul rapporto tra conoscenza e responsabilità
individuale e collettiva. “La cattiva coscienza dei fisici” diventa così la
storia di una scoperta straordinaria e, insieme, la cronaca di una questione
oggi ignorata ma drammaticamente urgente. |
