Disastro ambientale
canale Muzza, ma la centrale di Tavazzano va avanti con gli scarichi. Previsto
nuovo data center
Negli scorsi giorni Legambiente
Lombardia e LodiVerde hanno presentato esposto alla Procura
della repubblica per il disastro ambientale, per l'ecatombe di pesci e vita
acquatica il 30 luglio 2026, che ha coinvolto il canale Muzza e un allevamento
di storioni nella vicina Cornegliano Laudense poco più a valle. A provocare il
disastro sono stati gli scarichi delle acque di raffreddamento della centrale
di Tavazzano, in un momento di scarsa portata e di caldo eccezionale. Qui articolo e dossier sul nostro
sito: https://www.legambientelodi.it/disastro-ambientale-canale-muzza/ Speriamo nell’apertura di una seria
indagine anche giudiziaria sull’accaduto. Non è una catastrofe naturale, è
crisi provocata dall’uomo. Quando la portata dei corsi d’acqua non garantisce
il raffreddamento delle acque delle centrali, le centrali elettriche si
spengono in tutta Europa. EP, da quel che risulta dalle dichiarazioni stampa,
ha ridotto la potenza solo dopo l’intervento della Provincia e ha finalmente
cessato la produzione solo il 5 agosto, 5 giorni dopo l’allarme. A Turbigo e a
Piacenza, le centrali sul Po e sul Ticino erano già ferme. In Europa si sono
spente persino alcune centrali nucleari in Francia e sul Danubio. Centrali come quella di Tavazzano
sono destinate alla progressiva chiusura: l’elettricità deve diventare rinnovabile:
67% entro il 2030 (Piano dell’attuale governo italiano) e oltre 90% entro il
2045. Eppure la risposta di EP produzione, compagnia elettrica Ceca che ha
acquisito la centrale da 1.800 MW a metano fossile, ha tutte le intenzioni di
andare avanti e ha già proposte di realizzare grandi torri di raffreddamento. Le torri
di raffreddamento consentono di raffreddare l’acqua della centrale in aria
invece che nei corsi acqua. E quindi consentono di far funzionare a pieno
regime la centrale a metano fossile anche d’estate e con portate d’acqua
limitate sulla Muzza. Ecco un ordine di grandezza delle dimensioni: sono
strutture iperboloidi a guscio sottile in cemento armato, ogni torre è alta
60-70 metri; la vasca di raffreddamento alla base è costituita da una piastra
circolare di 40-50 metri e da un muro di contenimento di 0,4-0,5 metri di
spessore, che sostiene un sistema di colonne circolari inclinate progettate per
facilitare il flusso d’aria nel camino. Per 1.800 MW di centrale (metà
della potenza attuale) ne occorrerebbero almeno 4. Come nelle foto sottostante
che riguiarda una vecchia centrale Enel di "appena" 400 MW.
Oltre ad un evidente impatto paesaggistico, provocherebbero un apporto in
atmosfera di energia (aria calda), inaccettabile, soprattutto nelle estati
molto calde, come nel 2003, 2022 e quest’anno, sempre più frequenti a causa
della crisi climatica. L’aumento di energia in atmosfera in Pianura Padana, è
causa di eventi climatici estremi, di alternanza di siccità, temporali e
grandine, trombe d’aria. L’aggravante
del data center. I data center consumano molta energia elettrica per i server
che ospitano e per raffreddare computer e ambienti interni. Il Consiglio dei
Ministri ha concesso la rilevanza strategica nazionale nel giugno scorso ai quattro
campus lombardi di data center proposti dalla multinazionale Vantage:
sorgeranno a a Melegnano, Settimo Milanese, Cornaredo e a Tavazzano, nei pressi
della centrale. Investimento complessivo di 8 miliardi (con i server
funzionanti nei prossimi 5 anni) per un impegno di potenza a regime di 350 MW.
Se a Tavazzano venissero previsti anche solo 80 MW di questi, dobbiamo sapere
che l’equivalente di energia consumata si riverserà nella Muzza o nelle torri
di raffreddamento in aria, aggravando gli impatti ambientali già creati dalla
centrale. I data center
cercheranno elettricità rinnovabile a basso costo per il funzionamento normale.
Ma hanno bisogno di centrali d’emergenza. Ora nel mondo (soprattutto Stati
Uniti) stanno ordinando turbogas: tanti, al punto che hanno saturato l’offerta
industriale, ci sono le code. Allora, qual
è il punto? Che, oltre a chiedere ridicoli vincoli di tipo urbanistico,
Governo, Regione Lombardia e persino province e comuni, dovrebbero chiedere
vincoli su fonti energetiche rinnovabili (fammi vedere i contratti di
fornitura, da chi, dove e come prodotta), di efficienza e uso dell’acqua di
raffreddamento. A Tavazzano l’eventuale conferma del data center si deve
accompagnare alla chiusura di parte della centrale fossile, verso una strategia
di chiusura totale e bonifica dei 120 ettari occupati entro il 2045. Sono condizioni “strategiche e
nazionali”, oltre che ambientali e sociali, anche queste. Quanto e anche più
dell’intelligenza artificiale. Altrimenti le centrali fossili (come EP di Tavazzano)
e i data center scaricheranno su ambiente e collettività i costi e le
multinazionali dei big data accresceranno le ricchezze di pochi e le povertà in
Italia e a Lodi. |


