Dolore cronico: centinaia di farmacisti lombardi coinvolti e formati, per rafforzare presa in
carico e assistenza territoriale Presentati i risultati
di un’indagine e di un percorso formativo promossi in Lombardia da Fondazione
Muralti e Fondazione Nora e Alberto Gentili. Aggiornamento professionale,
prossimità e sinergia tra farmacista e medico di medicina generale tra i
fattori chiave per garantire ai pazienti un supporto sempre più efficace,
costante e integrato. Milano, 27 maggio 2026 – Il dolore cronico rappresenta una delle problematiche di
salute più diffuse; secondo l’Istituto Superiore di Sanità, affligge oltre
10 milioni di italiani. La farmacia di comunità è spesso il primo
presidio sanitario al quale questi pazienti si rivolgono per ricevere
consigli, informazioni, orientamento e supporto nella gestione delle
terapie. In un simile scenario, l’aggiornamento professionale del farmacista
diventa cruciale per l’attività di counseling e una sua collaborazione
strutturata con il medico di famiglia può costituire un’alleanza
strategica, per garantire sul territorio una presa in carico sempre più
efficace del paziente con dolore. Sono alcuni dei messaggi emersi durante l’incontro promosso da Fondazione
Muralti e Fondazione Nora e Alberto Gentili, nel corso del quale
sono stati presentati i risultati di un’indagine rivolta ai farmacisti
lombardi, per verificare il loro livello di interesse e le conoscenze sul
tema dolore cronico, e gli esiti del successivo percorso formativo ECM. Il sondaggio preliminare condotto dalle due Fondazioni
aveva evidenziato il desiderio dei farmacisti di acquisire ulteriori competenze
riguardo alla gestione del dolore cronico. L’82,6% dei partecipanti affermava
di verificare sempre o quasi sempre se il paziente soffrisse di dolore acuto o
cronico. Oltre la metà (55,1%) si dichiarava già preparata a
consigliare l’utente ma interessata ad approfondire alcuni aspetti del corretto
percorso diagnostico-terapeutico, mentre sull’impiego di farmaci
come gli oppioidi forti e la cannabis terapeutica le conoscenze
risultavano prevalentemente di base (63,6% e 43,9%). Per rispondere alle esigenze emerse, Fondazione Muralti e
Fondazione Nora e Alberto Gentili hanno realizzato un corso FAD gratuito che
ha registrato 585 iscritti tra i farmacisti lombardi, con 386 che
hanno completato il percorso. I risultati della formazione hanno
mostrato un significativo incremento delle competenze: la buona conoscenza
della Legge 38 è passata dal 13,6% al 91,2%; la conoscenza buona o approfondita
degli oppioidi forti dal 34,1% al 93,1%; quella sulla cannabis terapeutica
dall’8% al 91%; mentre la conoscenza dei SERD è cresciuta dall’8,3% all’84,8%. L’elevata adesione e il gradimento espresso dai partecipanti verso
l’iniziativa, con una percentuale che ha toccato il 97%, confermano il forte
interesse dei farmacisti verso un ambito che rappresenta oggi una delle
attività più ricorrenti nella pratica professionale quotidiana. Con la sua
prossimità al cittadino, la farmacia è un luogo privilegiato per intercettare e
inquadrare precocemente il sintomo dolore, prima che possa cronicizzare, ma
anche per educare all’uso corretto dei farmaci, indirizzare il paziente al
medico e monitorarne l’aderenza alle cure. “Il progetto formativo sviluppato con Fondazione Nora e Alberto
Gentili intendeva offrire una risposta concreta alle necessità espresse dai
farmacisti, approfondendo anche temi complessi come l’impiego di oppioidi e
cannabinoidi terapeutici”, spiega Manuela
Bandi, Direttrice Fondazione Muralti. “Il riscontro ottenuto è stato
molto positivo e ciò conferma quanto il tema sia particolarmente sentito dai
colleghi. Parliamo di un ambito delicato, che richiede competenze aggiornate
perché coinvolge aspetti clinici, di sicurezza e normativi in costante
evoluzione. Per questo motivo, continueremo a investire nella formazione e
nell’aggiornamento professionale, con l’obiettivo di fornire ai farmacisti
skill e strumenti in grado di porli nella condizione di svolgere pienamente il
loro ruolo di raccordo tra paziente e medico, supportando aderenza terapeutica,
ricognizione farmacologica e continuità assistenziale”. “Il dolore cronico ha un impatto profondo sulla qualità della vita
delle persone e richiede una risposta assistenziale che tenga conto dei reali
bisogni dei pazienti”, puntualizza Marta Gentili,
Presidente della Fondazione Nora e Alberto Gentili. “La nostra
Fondazione ha voluto essere tra i promotori di questo percorso formativo,
perché crede fortemente nel ruolo centrale della figura del farmacista
all’interno della rete ospedale-territorio. Per la sua prossimità al cittadino
e la continuità della relazione con il paziente, il farmacista può contribuire
in modo importante all’orientamento, al supporto e all’accompagnamento delle
persone che convivono con il dolore, all’interno di un modello di presa in
carico sempre più integrato con il medico di famiglia e gli altri
professionisti sanitari che operano sul territorio”. “La farmacia è il presidio sanitario più vicino ai cittadini e,
spesso, il primo luogo in cui emerge il bisogno di counseling del paziente con
dolore cronico”, commenta Annarosa Racca,
Presidente Federfarma Lombardia. “Il farmacista è chiamato ogni giorno a
un compito di grande responsabilità: non solo dispensare correttamente i
farmaci, ma anche ascoltare, consigliare e guidare il malato nel suo percorso
di cura, vigilando su appropriatezza e sicurezza. Potenziare le competenze dei
nostri professionisti su questo fronte significa rafforzare il ruolo della
farmacia nella rete territoriale, la sua capacità di offrire un valido aiuto
alla persona che soffre e di porsi come partner strategico del medico di
medicina generale e dello specialista, come previsto dalla stessa farmacia dei
servizi”. “Il problema ‘dolore’, con la sfida demografica clinica in atto -
sempre più anziani, co-morbidi, fragili -, ha raggiunto proporzioni di assoluto
rilievo in termini di sofferenza, disabilità, consumo di risorse ed è
considerato un tema prioritario di salute pubblica”, dichiara Pierangelo Lora Aprile, Segretario Scientifico SIMG.
“Medici di medicina generale e farmacisti possono aprire un nuovo capitolo
nella gestione dei pazienti con dolore, stabilendo una ‘alleanza di processo’:
azioni sinergiche verso l’appropriatezza, grazie anche a una formazione
specifica. Dalla farmacia che solo ‘dispensa’ si passa alla farmacia che anche
‘intercetta’, diventando vero e proprio sensore sul territorio, in rete con la
medicina generale, per promuovere nel cittadino l’automedicazione responsabile,
sradicare il pericolo della auto-prescrizione, soprattutto intercettare le
situazioni che richiedono, prioritariamente a qualsiasi assunzione di farmaco,
il consulto del medico", conclude Lora Aprile. |