Al tramonto del 12
agosto ci sarà un’eclissi solare L’eclissi solare del 12 agosto sarà
visibile in forma parziale dall'Italia. Sarà difficile da osservare a causa
dell'orario, prossimo al tramonto: per l'occasione, l'Istituto nazionale di
astrofisica ha realizzato delle mappe di visibilità su tutto il territorio
nazionale. Ricercatrici e ricercatori dell'ente saranno inoltre presenti sulla
striscia di totalità con esperimenti scientifici e attività divulgative. In
programma anche una diretta streaming Quando Sole,
Terra e Luna “cospirano”, allineandosi perfettamente nello spazio, da qualche
parte nel mondo lo spettacolo è assicurato. È ciò che succederà mercoledì 12
agosto, quando un’eclissi di Sole sarà visibile – meteo permettendo – da
gran parte dell’Europa, dell’Africa nord-occidentale e del Nord America. L’eclissi totale attraverserà una sottile striscia di terra
e mare che parte dalla Russia artica, passa per la Groenlandia, tocca alcune
regioni all’estremo ovest dell’Islanda, una piccolissima porzione di Portogallo
e un’estesa fascia della Spagna. La totalità non durerà molto, tra un minuto e
mezzo e due minuti, superando i due minuti solo al largo della costa islandese
e in alcune località della Groenlandia. Si tratta della prima eclissi totale di Sole
nel continente europeo dal 1999 (se si escludono quelle del
2006 e del 2015, che hanno interessato rispettivamente alcune porzioni di
Georgia e Russia, e le isole Færøer e Svalbard). A chi avesse in programma
viaggi in Spagna o in Islanda in quei giorni, consigliamo di consultare
rispettivamente la pagina dedicata all’eclissi dell’Instituto Geográfico Nacional spagnolo e il sito web islandese dedicato
all’eclissi per scoprire i luoghi migliori da cui provare a osservare l’evento. In Italia il fenomeno sarà visibile sotto forma di eclissi parziale.
Le regioni più favorite sono quelle settentrionali e occidentali: Piemonte,
Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana e Sardegna, con un
oscuramento del disco solare che raggiunge il 90 per cento e oltre, mentre le
regioni del centro e sud Italia saranno interessate dal fenomeno in misura più
marginale. Contrariamente all’eclissi totale, durante un’eclissi parziale il
Sole non è mai oscurato del tutto e non si vede la corona solare, nemmeno al
culmine dell’evento. Si tratta di un’eclissi estremamente difficile da osservare: il raro e attesissimo fenomeno celeste si verificherà infatti a partire dalle 19.30 circa, ora italiana, con il Sole già basso sull’orizzonte e prossimo al tramonto. In queste condizioni, non basta solo calcolare di quanto dovrebbe apparire oscurato il disco solare nel luogo in cui ci si trova: bisogna anche sapere se lo si riesce a vedere, il Sole. Per tentare di ammirare l’evento, è d’obbligo un orizzonte ovest molto basso: può bastare un rilievo montano verso ovest-nord-ovest — la direzione in cui il Sole cala — a nasconderlo del tutto, proiettando ombre lunghe decine di chilometri. L’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) ha prodotto una
serie di mappe per l’intero territorio nazionale che
individuano le aree da cui il Sole eclissato sarà osservabile,
il 12 agosto, tenendo conto dell’eventuale schermatura dovuta ai rilievi
montuosi. Queste mappe indicano i luoghi da cui sarà possibile osservare
rispettivamente l’inizio dell’eclissi, alle ore 19.30, la fase intermedia,
intorno alle 19.50, e il culmine dell’eclissi parziale, alle 20.20. Per seguire l’eclissi, l’Inaf organizza una diretta a partire dalle 19.30 del 12 agosto, in collaborazione con
l’Unione astrofili italiani (Uai) e l’Associazione dei planetari italiani (PlanIt). Saranno
trasmesse le immagini dell’eclissi parziale dalle sezioni Uai di Cremona e
La Spezia, e le immagini della totalità – prevista in Spagna intorno alle
20.30, ora italiana – realizzate da TimeAndDate.com. La
diretta si potrà seguire sul canale Youtube di EduInaf e sui canali Facebook dell’Inaf e della Uai. Sono previsti anche una serie di eventi in presenza,
in diverse regioni italiane: per tutti i dettagli, visitare la pagina
dedicata all’eclissi su EduInaf, che viene
continuamente aggiornata con nuove informazioni. L’Inaf sarà inoltre presente sui luoghi che verranno
attraversati dall’eclissi totale con vari gruppi di ricercatrici e ricercatori,
per svolgere una serie di attività scientifiche, riprendere e documentare in
tempo reale il fenomeno con telescopi e fotocamere. Le spedizioni scientifiche dedicate all’eclissi Un team di ricercatori guidato da Federico Landini dell’Inaf
di Torino sfrutterà l’eclissi totale del 12 agosto per testare Ciss (Circular Slit Spectrometer), un nuovo prototipo di spettrografo
per osservare la corona, la parte più esterna dell’atmosfera del Sole. Il
progetto, in collaborazione con l’Istituto di fotonica e nanotecnologie del Cnr
di Padova, l’Inaf di Napoli e l’Università di Firenze, introduce nella
spettroscopia un concetto totalmente nuovo, basato su una fenditura circolare a raggio
variabile e un reticolo di diffrazione con scanalature
circolari concentriche. Questo consente di ottenere, con una singola
esposizione, lo spettro completo della corona solare a una certa distanza dal
centro del Sole; poi, cambiando il raggio della fenditura, si possono esplorare
altre distanze. Ciss è già stato validato con successo in laboratorio e adesso
occorre provarlo sul campo, all’interno della fascia di totalità dell’eclissi.
L’esperimento avrà luogo presso l’Observatorio Astrofisico de
Javalambre, un osservatorio astronomico a circa 2000 metri di quota,
situato nel comune di Arcos de las Salinas, provincia di Teruel, nella comunità
autonoma dell’Aragona, in Spagna. Circa duemila chilometri più a nord, Lucia Abbo e Gerardo Capobianco
dell’Inaf di Torino porteranno lo strumento CorMag – un esperimento progettato per studiare il campo magnetico
della corona solare – a bordo di un volo militare speciale
Airbus C295 dell’Irish Air
Corps, l’aeronautica irlandese. La spedizione, guidata da Peter Gallagher e
Laura Hayes del Dublin Institute for Advanced Studies, in collaborazione con il
Trinity College Dublin e la Technological University of Dublin, volerà lungo il percorso della
totalità sull’Oceano Atlantico, a 370 chilometri dalla costa
occidentale dell’Irlanda. Tornando in Spagna, a qualche decina di chilometri da Burgos, nella
comunità autonoma di Castiglia e León, un team formato da Albino Carbognani
dell’Inaf di Bologna, insieme a Gabriele Umbriaco, Alessio Taranto
e Thimea
Armenio dell’Università di Bologna, in collaborazione con
l’Università di Padova, approfitterà dell’eclissi ma non per studiare il Sole,
bensì le sue immediate vicinanze. I ricercatori della missione Vento (Vulcanoid Eclipse
Near-sun Test Observations) hanno scelto una collina dove si trovano delle pale
eoliche, un punto sopraelevato ideale per l’osservazione: da qui, metteranno
alla prova la strumentazione per la ricerca dei vulcanoidi, una
famiglia di ipotetici asteroidi compresi
tra Mercurio e il Sole, la cui esistenza non è ancora stata dimostrata. Un po’
come Don Chisciotte, che lottava contro i mulini a vento inseguendo un ideale,
questa spedizione si appollaierà proprio sotto le pale eoliche per dare
la caccia ai “fantasmi” dell’astronomia che finora nessuno è mai riuscito a
confermare. Si tratta di un test delle attrezzature che saranno messe in campo
durante l’eclissi molto più lunga del 2 agosto 2027. |