Identificate le basi molecolari dell’epilessia rara
nei bambini Un gruppo di ricerca internazionale coordinato
dal Cnr ha individuato i meccanismi molecolari alla base di una forma grave di
encefalopatia epilettica dello sviluppo, nota come DEE85. Lo studio è stato
pubblicato sulla rivista internazionale Epilepsia Un
nuovo studio fa luce sui meccanismi molecolari alla base della DEE85, una rara
encefalopatia epilettica pediatrica causata da varianti del gene SMC1A,
caratterizzata da esordio precoce delle crisi, grave disabilità intellettiva ed
epilessia resistente ai farmaci. Lo studio internazionale è stato guidato dal
Consiglio nazionale delle ricerche con l'Istituto di tecnologie biomediche
(Cnr-Itb) e l'Istituto di biologia molecolare e patologia (Cnr-Ibpm): i
risultati sono pubblicati sulla rivista Epilepsia. Analizzando
il profilo trascrittomico di cellule derivate da pazienti, cioè quali geni
risultano attivi o silenziati, i ricercatori e le ricercatrici hanno dimostrato
che le varianti che interrompono prematuramente la produzione della proteina
SMC1A causano le alterazioni più estese dell'espressione genica, mentre quelle
che ne modificano la struttura o i singoli aminoacidi hanno effetti più
circoscritti. “Le nostre analisi rivelano che ogni tipo di mutazione genera una
firma molecolare distinta, confermando la complessità dei meccanismi patogenetici
associati a SMC1A”, spiega Antonio Musio, ricercatore del Cnr-Itb e
coordinatore della ricerca. Il
risultato più rilevante riguarda l'effetto dell'ataluren, una molecola capace
di consentire alla cellula di superare i segnali di arresto prematuro nella
sintesi proteica. “L’ataluren ha dimostrato la sua efficacia in quanto è in
grado di ripristinare la produzione della proteina SMC1A nei casi in cui questa
risulta “incompleta”, correggendo oltre la metà dei geni alterati e riducendo
significativamente l’instabilità genomica”, sottolinea Musio. Nessun effetto è
stato osservato nelle varianti che alterano il quadro di lettura, confermando
la specificità dell’azione della molecola. «Questi
risultati”, commenta Musio, “dimostrano che la DEE85 è essenzialmente un
disturbo della regolazione genica causato da una disfunzione del complesso
proteico della coesina, per il quale esiste un candidato terapeutico concreto.
Il prossimo passo è tradurre questi dati preclinici in studi clinici mirati”. Questo
studio apre la strada allo sviluppo di terapie di precisione per le
encefalopatie epilettiche rare legate a SMC1A, per le quali attualmente non
esistono opzioni terapeutiche efficaci. “Il recupero della funzione di SMC1A
ottenuto con l’ataluren rappresenta un passo importante verso interventi mirati
per i pazienti con mutazioni che interrompono prematuramente la produzione
della proteina”, conclude Musio. La
ricerca è stata finanziata dal Ministero dell'Università e della Ricerca
nell'ambito del programma PRIN 2022, dall'Associazione Italiana SMC1A e
dall'Agenzia Statale per la Ricerca spagnola. |