DAI FONDI OCEANICI ALLA
LUNA: LA NUOVA ERA DELLA CARTOGRAFIA GEOLOGICA SPAZIALE Uno studio pubblicato su Nature Geoscience evidenzia come la cartografia
geologica sia essenziale per esplorare ambienti estremi, dai fondali oceanici
alla Luna. Il lavoro, coordinato a livello internazionale con il contributo di
INAF, promuove la condivisione di metodi e tecnologie per supportare missioni
come Artemis. L'eccellenza italiana nel settore sarà protagonista al prossimo
COSPAR di Firenze con la prima sessione storica dedicata a questo tema. Un nuovo
studio, pubblicato sulla rivista Nature Geoscience, evidenzia come la
cartografia geologica sia uno dei pilastri fondamentali per pianificare le
prossime esplorazioni spaziali: dalle missioni robotiche al ritorno dell’essere
umano sulla Luna, previsto dal programma Artemis della NASA. Il lavoro è frutto
di una collaborazione internazionale senza precedenti che vede la cooperazione
tra i servizi geologici nazionali di Australia, Stati Uniti, Finlandia e
Germania, insieme a enti di ricerca dedicati all’esplorazione spaziale. Per
l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) hanno contribuito il ricercatore
Alessandro Frigeri e la ricercatrice post-doc Monica Rasmussen. Il lavoro trae
origine dalla sessione scientifica "Geologic Mapping in Challenging
Environments: from Ocean Floors to Outer Space", coordinata dall’INAF e
presentata all'Assemblea Generale della European Geosciences Union (EGU) nel
maggio 2025. Da questo confronto, è emerso non solo il ruolo cruciale della
cartografia per la gestione del territorio e l'esplorazione, ma anche la comune
necessità di compiere progressi significativi in termini di accessibilità,
interoperabilità e rigore scientifico nella revisione dei prodotti
cartografici. “Esplorare la
geologia dei fondi oceanici e ambienti estremi terrestri non è poi così diverso
da esplorare la superficie di un corpo del Sistema solare in termini di
accessibilità, tecnologie di rilevamento dati e consolidate capacità
interpretative”, spiega Alessandro Frigeri, secondo autore del lavoro.
“Mettere a sistema metodi e tecniche potrebbe portare a nuovi approcci. Mentre
le missioni Apollo o Viking sono sempre state pianificate su una base
cartografica geologica, diverse missioni lunari attuali rischiano di trascurare
questo passaggio fondamentale che richiede tempo e risorse specifiche, rischiando
di perdere opportunità scientifiche cruciali e di aumentare i pericoli legati
all'operatività in ambienti estremi”. Il lavoro
sottolinea anche l’importanza di preparare alla cartografia geologica il
personale coinvolto nelle missioni spaziali e le future generazioni di
ricercatori. L’impegno dell’INAF in questo senso si traduce concretamente nelle
collaborazioni internazionali e nell’offerta di tirocini per studenti di laurea
e dottorato coordinati presso la sede di Roma. Le sfide dell'esplorazione di
ambienti oltre la Terra richiederanno competenze scientifiche e tecnologiche
solide, con un ruolo centrale per la cartografia geologica: uno strumento
indispensabile per ogni attività di esplorazione, sia essa terrestre o
planetaria. La discussione
internazionale su queste tematiche proseguirà quest’anno all’assemblea generale
del Committee on Space Research (COSPAR) di Firenze, in programma dall’1 al 9
agosto prossimi. In questa occasione, l’INAF coordinerà — per la prima volta
nella storia del COSPAR — una sessione dedicata interamente alla cartografia
geologica per l'esplorazione spaziale. Si tratta di un importante
riconoscimento della crescente rilevanza internazionale della materia e del
ruolo di primo piano che l'istituto ricopre in questo settore strategico per il
futuro dell’esplorazione umana e robotica. |