JESOLO (VE) JMUSEO 13 GIUGNO - 18 OTTOBRE 2026 ELLIOTT ERWITT ICONS La mostra presenta le 80 immagini più
celebri di un protagonista assoluto della fotografia del Novecento.
Il JMUSEO a Jesolo (VE),
avveniristico polo espositivo e culturale di quattro piani, pensato non solo
come museo tradizionale, ma come luogo di incontro, eventi e mostre della città
lagunare, ospita dal 13 giugno al 18 ottobre 2026, una grande mostra dedicata a
Elliott Erwitt (1928-2023), uno dei più importanti fotografi
del XX secolo, capace di raccontare il mondo con ironia, sensibilità e uno
sguardo profondamente umano. L’esposizione, dal titolo Elliott Erwitt. Icons, prodotta
e promossa dal Comune di Jesolo, dal JMuseo di Jesolo, in collaborazione con
Orion57 e Bridgeconsultingpro, è curata da Biba Giacchetti con il project
management e l’assistenza tecnica di Gabriele Accornero e Valentina
Bruno, presenta una selezione di 80 immagini tra le più celebri
della carriera di Elliott Erwitt diventate vere e proprie icone della
fotografia contemporanea. Attraverso scatti in bianco e nero di straordinaria eleganza
visiva, la rassegna accompagna il visitatore in un viaggio tra momenti storici,
scene di vita quotidiana, ritratti di personalità celebri e situazioni osservate
con quell’ironia sottile che ha reso Erwitt uno dei fotografi più amati al
mondo. “Con la mostra dedicata a Elliott Erwitt – commenta Christofer De
Zotti, sindaco di Jesolo -, il JMuseo conferma la propria
vocazione a ospitare i protagonisti della fotografia internazionale. Le sue
immagini, celebri in tutto il mondo, raccontano con ironia e straordinaria
sensibilità un secolo di storia, restituendo momenti di vita quotidiana, eventi
e volti che sono entrati nell’immaginario collettivo. Accogliere questa esposizione
a Jesolo significa offrire a cittadini e visitatori un’esperienza culturale di
grande valore e continuare a rafforzare il ruolo del JMuseo come spazio aperto
alla cultura contemporanea, capace di arricchire l’offerta della nostra città
durante tutto l’anno”. “Elliott Erwitt – commenta Biba Giacchetti, co-curatrice
della mostra, una delle massime conoscitrici di Erwitt a livello internazionale
- non è stato solo un fotografo, ma un narratore visivo senza eguali, capace di
trasformare l’istante in storia, il quotidiano in arte, l’ironia in poesia. Le
sue immagini evocano in chi le osserva emozioni che si muovono su registri
diversi, dalla commozione al sorriso, fino al divertimento più spontaneo.
Scomparso nel novembre del 2023 all’età di 95 anni, ci ha lasciato un’eredità
immensa: un archivio di fotografie che attraversano epoche, culture e
sentimenti con un linguaggio universale, invitandoci a guardare il mondo con
più indulgenza e meraviglia, mettendosi sempre al nostro fianco in quella
leggerezza profonda che lui stesso definiva “The Art of Observation””. La mostra si colloca nell'ambito del bicentenario della prima
fotografia della storia, conosciuta come “Vista dalla finestra a Le Gras”,
rappresenta una pietra miliare nel campo della fotografia e della tecnologia
dell’immagine. Realizzata nel 1826 da Joseph Nicéphore Niépce, questa immagine
segna l’inizio della possibilità di catturare e conservare permanentemente una
scena reale su un supporto fisico. “Elliott Erwitt – aggiunge uno dei due project manager della
mostra Gabriele Accornero - è, come le sue fotografie:
ironico, enigmatico, aereo. Dietro a tutto questo si percepiscono una grande
personalità e un’acuta intelligenza, quasi spiazzanti. II valore artistico
dell’opera di Erwitt pare raggiungersi quasi incidentalmente, non è mai
perseguito e forse per questo è così spesso centrato. Non si addicono a Erwitt
sterili schemi di lettura mutuati dalla storia dell’arte, lui si preoccupa solo
di fare buone fotografie; Le fotografie di Erwitt sono generalmente leggere,
spensierate, luminose, ma ciò non toglie che alcune immagini assurgano a
manifesti di pensiero, anche di rivendicazione sociale”. Già presidente della Magnum Photos - l’agenzia fondata nel 1947 da
Robert Capa e Henri Cartier-Bresson -, Elliott Erwitt sintetizza nelle sue
opere l’interesse per l’uomo e il gusto dell’attimo che sa catturare con
ineguagliabile maestria. Tra i suoi soggetti preferiti figurano i cani di cui Erwitt
apprezzava l’atteggiamento irriverente, libero e svincolato dalle comuni regole
che condizionano gli esseri umani. Moltissimi sono gli scatti “dal punto di vista dei cani”, nei
quali lascia comparire solo le scarpe o una parte delle gambe dei loro padroni;
Erwitt voleva che queste fotografie risultassero buffe e per questo metteva in
atto ingegnose strategie, come suonare una trombetta o emettere una specie di
latrato, per ottenere dagli animali una reazione il più naturale possibile. Nel percorso espositivo s’incontrano alcuni dei ritratti a famose
personalità del mondo dello spettacolo, della cultura, della politica, da
Ernesto Che Guevara a Jack Kerouac, da Marlene Dietrich a Fidel Castro, da
Sophia Loren ad Arnold Schwarzenegger. A questi, si aggiunge il celeberrimo
scatto a Marilyn Monroe con la gonna del vestito bianco che si solleva,
realizzata sul set del film Quando la moglie è in vacanza, diretto
da Billy Wilder, e altre fotografie che documentano alcuni degli avvenimenti
storici più famosi del Novecento, come il funerale di John Fitzgerald Kennedy,
o il diverbio tra Nixon e Krusciov, nel quale il presidente americano punta un
dito accusatore verso il petto dell’omologo russo. Non mancano alcune delle icone visive più amate dal pubblico per
la loro forza romantica, come il California Kiss, il romantico bacio
rubato nel riflesso di uno specchietto retrovisore di un’automobile, o quelle
più intime e private, come la fotografia alla sua figlia primogenita neonata
sul letto, osservata dalla mamma e dal gatto, o ancora l’apoteosi di Parigi,
città nella quale era nato; è nella capitale francese che Erwitt produce alcune
delle sue immagini più famose, come Umbrella Jump, considerata un simbolo
del romanticismo parigino, che mostra la silhouette di un uomo con un ombrello
che salta sopra una pozzanghera al Trocadéro, davanti alle figure di due amanti
che si abbracciano con la Tour Eiffel a fare da sfondo. O ancora la poetica
scena del nonno e del nipotino in bicicletta, commissionata dall’ente turistico
francese per promuovere la Francia. Su tutte, Erwitt posa uno sguardo tagliente e al tempo stesso
pieno di empatia, dal quale emerge non soltanto l’ironia del vivere quotidiano,
ma anche la sua complessità. Completa il percorso, una selezione di autoritratti, in cui lui
stesso diventa il soggetto preferito della propria autoironia. Accompagna
la rassegna un catalogo edito da Orion57 / Elliott Erwitt Studio. Note biografiche Elliott Erwitt nacque a
Parigi da una famiglia di emigrati russi, nel 1928. Passò i suoi primi anni in
Italia, a Milano. A 10 anni, si trasferì in Francia con la sua famiglia e da
qui negli Stati Uniti, nel 1939, prima a New York e, due anni dopo, a Los
Angeles. Durante i suoi studi alla Hollywood High School, Erwitt lavorò in un
laboratorio di fotografia che sviluppava stampe "firmate" per i fan
delle star di Hollywood. La grande opportunità gli venne offerta dall'incontro,
durante le sue incursioni newyorchesi a caccia di lavoro, con personalità come
Edward Steichen, Robert Capa e Roy Stryker, che amavano le sue fotografie al
punto da diventare i suoi mentori. Nel 1949 tornò in Europa, viaggiando e
immortalando realtà e volti in Italia e Francia. Questi anni segnarono l'inizio
della sua carriera di fotografo professionista. Chiamato dall'esercito
americano nel 1951, continuò a lavorare per varie pubblicazioni e,
contemporaneamente, anche per l'esercito stesso, mentre soggiornava in New
Jersey, Germania e Francia. Nel 1953, congedato dall'esercito, Elliott Erwitt
venne invitato da Robert Capa, socio fondatore, a unirsi all'agenzia Magnum
Photos in qualità di membro fino a diventarne presidente nel 1968 per tre
mandati. Oggi Erwitt è riconosciuto come uno dei più grandi fotografi di tutti
i tempi. Il fotografo si è spento nella sua casa di New York a 95 anni, il
29 novembre 2023. JMUSEO JMUSEO è una presenza unica nel panorama urbano: la sua distintiva
geometria triangolare circonda la struttura architettonica di un’atmosfera
affascinante e innovativa. Progettato da Studio Architetti Mar, JMUSEO è un edificio luminoso
e accogliente, concepito con una prospettiva eco-friendly dove la luce naturale che
entra dal grande lucernario gioca un ruolo centrale. Sviluppato su quattro piani, il JMUSEO è il nuovo polo espositivo
e di aggregazione realizzato per ospitare diverse mostre temporanee. La terrazza panoramica unisce visivamente il mare e la laguna, le
due anime della città di Jesolo e si presta a ospitare eventi e spettacoli per
i cittadini e i turisti di Jesolo. Jesolo (VE), aprile 2026 ELLIOTT ERWITT. ICONS Jesolo (VE), JMUSEO (via Aldo Policek 7) 13 giugno – 18 ottobre 2026 Orari Tutti i giorni dalle 10.30 alle 20.00 (ultimo ingresso ore 19.00) Biglietti Intero: €12,00 Ridotto: €10,00 (ragazzi dai 10 ai 18 anni non compiuti, persone
diversamente abili, convenzionati FIAF, Touring Club e FAI) Ridottissimo: €6,00 (bambini dai 6 compiuti ai 10 anni non
compiuti) Gratuito: bambini fino ai 5 anni compiuti, accompagnatori di persone
diversamente abili, insegnanti accompagnatori di scolaresche Gruppi: €10,00 (gruppi formalizzati, minimo 10 persone con un
capogruppo gratuito) Biglietto singolo partecipante: €6,00 (per scolaresca o gruppo
formalizzato) Famiglia: €33,00 (due adulti e due bambini) Tariffe eventi Visita guidata a partenza fissa: €5,00 a persona più il prezzo del
biglietto Laboratori bambini e ragazzi: €7,00 a persona più il prezzo del
biglietto Aperitivo al Museo: €13,00 a persona più il prezzo del biglietto;
per la serata di ferragosto: €15,00 |