SETTIMANA IMMUNIZZAZIONE: TUTELIAMO I PIÙ PICCOLI FIN DALLA NASCITA La SIN conferma i
benefici della doppia protezione madre-figlio e dei nuovi modelli integrati di
prevenzione neonatale e prenatale, per una strategia mirata, efficace e
universale “Per ogni generazione, i
vaccini funzionano” è il tema della Settimana
Mondiale dell’Immunizzazione, dal 24 al 30 aprile 2026, promossa
dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che mette in evidenza come i vaccini abbiano protetto intere
generazioni e continuino a farlo, salvando milioni di vite e prevenendo oltre
trenta malattie potenzialmente letali. L’immunizzazione in epoca neonatale sta vivendo un’evoluzione
importante. Le più recenti evidenze scientifiche e le raccomandazioni nazionali
ed europee hanno confermato l’efficacia della doppia protezione
madre-neonato e di una strategia di immunizzazione integrata, basata su
immunizzazione passiva neonatale (anticorpi monoclonali) e immunizzazione
attiva prenatale (vaccinazione materna), consolidata in Italia nella stagione
2025-2026. “Negli ultimi anni,
l’approccio alla protezione dei neonati si è ampliato significativamente”, afferma il Prof. Massimo Agosti, Presidente della
Società Italiana di Neonatologia (SIN). “Accanto al calendario vaccinale tradizionale,
che in Italia prevede l’avvio delle vaccinazioni a partire dal 61° giorno di
vita, si sono affermate nuove
modalità di prevenzione già dalla nascita. La principale innovazione riguarda
la prevenzione del Virus Respiratorio Sinciziale (VRS), responsabile di un
elevato numero di ospedalizzazioni, soprattutto nei lattanti nei primi 6 mesi,
per il quale oggi sono disponibili due strategie
complementari: l’immunizzazione diretta di tutti i nuovi nati tramite anticorpi
monoclonali a lunga durata d’azione, somministrabili con una singola dose prima
o durante la stagione epidemica, e la vaccinazione materna in gravidanza, che consente il
trasferimento di anticorpi protettivi al feto, attivi sin dai primi mesi di
vita”. La prima strategia è stata l’immunizzazione diretta del neonato
con nirsevimab, anticorpo monoclonale a lunga durata d’azione autorizzato
in Europa per prevenire la malattia grave nel primo periodo stagionale di
esposizione al VRS. È previsto in dose
singola da somministrare alla nascita, per i nati
durante la stagione epidemica invernale ottobre-marzo, oppure prima dell’inizio
della stagione epidemica per i nati da aprile a settembre. Questa strategia, già
avviata nella stagione 2024-2025, è andata a regime nella stagione 2025-2026,
in cui la campagna di immunoprofilassi è partita in modo omogeneo su tutto il
territorio nazionale, riuscendo così a incrementare le coperture rispetto all’anno
precedente. La vaccinazione materna in
gravidanza è autorizzata per la somministrazione tra
24 e 36 settimane di gestazione, con protezione del
neonato dalla nascita fino a sei mesi attraverso il trasferimento
transplacentare degli anticorpi. L’immunizzazione in epoca prenatale
si conferma uno dei pilastri della prevenzione materno-infantile. La vaccinazione in
gravidanza non è una novità per l’Italia, dove sono già raccomandate la
vaccinazione antinfluenzale, in qualsiasi trimestre e la vaccinazione
anti-difterite-tetano-pertosse (dTpa), preferibilmente nel terzo trimestre. Questi
interventi hanno dimostrato efficacia sia nel proteggere la madre, sia nel
ridurre significativamente il rischio di malattia nel neonato, in particolare
per la pertosse nei primi mesi di vita. “Questa “doppia protezione” rappresenta un cambio di paradigma
nella sanità pubblica, in ambito neonatale e pediatrico, anticipando la difesa
immunitaria a una fase estremamente precoce della vita”, aggiunge il Prof. Mario Giuffrè, Segretario del Gruppo di Studio
di Infettivologia Neonatale della SIN. “Queste innovazioni sono state
integrate con quanto già previsto dal calendario vaccinale (vaccinazioni
obbligatorie e raccomandate a partire dal terzo mese di vita), che può essere
quindi ridefinito “calendario di immunizzazione” in quanto la principale
novità è la sua integrazione ed estensione con strumenti di immunizzazione
mirati già attorno alla nascita”. Le nuove strategie
contro il VRS segnano un’evoluzione concreta verso una medicina preventiva
sempre più precoce, efficace e mirata, con l’obiettivo di ridurre in modo
significativo le forme gravi di infezione respiratoria
nei neonati e nei lattanti e alleggerire il carico
sui sistemi sanitari, garantendo al tempo stesso una protezione universale per
tutti i neonati. “Il VRS può rappresentare il banco di prova di una nuova sanità
pubblica: più precoce, più mirata e più vicina ai bisogni reali dei neonati e
delle loro famiglie. Le novità in tema di immunizzazione in epoca neonatale
segnano un passaggio decisivo: proteggere il neonato nelle prime settimane di
vita significa intervenire nel momento in cui la vulnerabilità è massima e il
beneficio clinico può essere più rilevante. La SIN da sempre è impegnata per
rafforzare l’informazione, sia nella comunità, sia tra gli operatori sanitari,
garantendo un counselling sempre più tempestivo e integrato, capace di
accompagnare le donne e le coppie con indicazioni chiare, aggiornate e basate
sulle evidenze scientifiche, per garantire una nascita e una crescita in salute
a tutti i neonati”, conclude il Presidente Agosti. Proprio per guidare i genitori nelle
scelte di prevenzione e vaccinazione nei primi anni di vita, la Società
Italiana di Neonatologia e la Società Italiana di Pediatria hanno realizzato la
seconda edizione dell’opuscolo “Proteggi
il tuo bambino – Non è mai troppo presto”,
uno strumento pratico e chiaro, tradotto in 7 lingue, per favorire l’accesso
anche alle famiglie di origine straniera, consultabile e scaricabile
gratuitamente online dai rispettivi siti. UFFICIO STAMPA SIN
Società Italiana di Neonatologia
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