Menopausa e cuore: solo l’8% delle donne
collega il rischio cardiovascolare al calo estrogenico. Le 5 domande che una donna in menopausa
dovrebbe farsi La survey raccolta da VediamociChiara
fotografa una distanza preoccupante tra percezione e realtà: il 92% delle donne
attribuisce il rischio cardiovascolare a stile di vita ed ereditarietà, ma
pochissime riconoscono il ruolo della menopausa. Inizia a Bari (7/3) un tour
nazionale con gli esperti dedicato al rischio cardiovascolare in menopausa Bari, 4 marzo 2026 – La menopausa è un passaggio fisiologico, ma il rischio cardiovascolare no.
Eppure solo l’8% delle donne collega il cambiamento ormonale al cuore, mentre
il 92% attribuisce il rischio esclusivamente a stile di vita ed ereditarietà,
un divario che racconta una consapevolezza ancora incompleta. A confermarlo i
risultati della survey di Ved iamoci Chiara sulla salute del cuore, raccolta su un campione di oltre 3.500 donne. “Questi numeri ci dicono che il cuore resta
fuori dal racconto della menopausa. E quando un tema non viene nominato,
semplicemente non viene riconosciuto. Vediamoci Chiara è il portale onlife
cresciuto proprio per questo, per trasformare la scienza – interviene Maria Luisa Barbarulo, ideatrice del progetto VediamociChiara - in consapevolezza concreta, accessibile e verificata. Sono molto
lieta di inaugurare con questo appuntamento, il nostro calendario 2026, un
programma fitto di incontri che riflette la missione storica di VediamociChiara
nel sostenere la salute femminile non solo attraverso parole autorevoli, ma con
eventi con la popolazione femminile e gesti tangibili che possano fare la
differenza nella vita delle nostre utenti". MENOPAUSA QUALE FATTORE DI RISCHIO
ANCORA TROPPO SOTTOVALUTATO La menopausa è un fattore di rischio cardiovascolare indipendente dall’età
in cui si verifica e le donne in postmenopausa possono arrivare ad avere
un’incidenza di malattia cardiovascolare da 2 a 6 volte maggiore rispetto alla
fase pre-menopausale. Il calo estrogenico modifica profilo lipidico, pressione arteriosa,
adiposità viscerale e sindrome metabolica “Non è un dettaglio ormonale, ma è
una trasformazione cardiometabolica. Pensare che la menopausa riguardi solo
vampate e umore – spiega Adele Lillo, cardiologa ambulatoriale ASL
Bari, DSS n 10, ex Ospedale Fallacara Triggiano (BA) – significa perdere un
pezzo fondamentale della prevenzione. Il cuore cambia già dalla perimenopausa,
spesso intorno ai 40 anni, ma la percezione resta ferma a un’idea parziale”. LE 5 DOMANDE PER OGNI DONNA IN MENOPAUSA
(78% NON CONOSCE IL RISCHIO) Solo il 22% delle intervistate conosce le differenze nella presentazione
dei sintomi cardiovascolari tra uomo e donna, mentre il 78% non ne ha
consapevolezza. “La cardiopatia ischemica nelle donne ha
peculiarità sesso-specifiche ben documentate – prosegue Lillo – e continuare a leggerla con parametri maschili
significa ritardare diagnosi e cura. Nelle donne l’insorgenza può essere meno
“classica” e per questo meno riconoscibile e non associabile a un problema
cardiaco proprio perché si presentano in modo più sfumato. Ecco alcune semplici
domande che ogni donna in menopausa dovrebbe farsi”. È solo stanchezza o qualcosa di diverso?
Se l’affaticamento è nuovo, persistente
e sproporzionato rispetto alle attività quotidiane, non va automaticamente
attribuito alla menopausa Perché mi manca il fiato anche per
piccoli sforzi? Una dispnea comparsa di recente –
salendo pochi gradini o camminando a ritmo normale – merita un approfondimento,
soprattutto dopo i 40 anni Quel fastidio al petto è davvero
“niente”? Il dolore cardiaco può non essere improvviso
e intenso, ma presentarsi come bruciore, pressione o senso di costrizione
diffuso. Anche un dolore atipico va valutato Perché sento dolore alla schiena o alla
mandibola senza motivo? Nella cardiopatia ischemica
femminile il dolore può irradiarsi in modo diverso rispetto alla presentazione
maschile. Non sempre è localizzato al centro del torace Le vampate molto intense sono solo un
disturbo della menopausa? Quando sono severe, persistenti o
associate a palpitazioni, le vampate possono indicare un profilo
cardiometabolico più vulnerabile. Non vanno banalizzate PER 4 SU 10 CONTA LO STRESS E NON
CONOSCONO I VALORI DELLA PRESSIONE I sintomi vasomotori – vampate e
sudorazioni notturne – interessano fino al 75% delle donne e non sono soltanto
un problema di qualità della vita. La letteratura più recente li considera
possibili indicatori di aumentato rischio cardiovascolare. Ma non è tutto. La
survey promossa da VediamociChiara evidenzia che il 41% delle donne
identifica lo stress come fattore importante nella propria quotidianità, mentre
permane una tendenza a sottovalutare i valori pressori anche quando non sono
ottimali (solo 4 su 10 conoscono il parametro corretto 80/120). Un mix che,
nella fase menopausale, può diventare particolarmente rilevante. “Quando una donna riferisce vampate
intense, stress costante e valori pressori che oscillano – conclude Lillo – non possiamo leggere questi elementi come
compartimenti separati. Il calo estrogenico modifica l’equilibrio
cardiometabolico, lo stress agisce come amplificatore e la pressione è spesso
il primo parametro che cambia. Banalizzare significa perdere un’opportunità di
prevenzione. Non è allarmismo, ma significa intercettare segnali prima che
diventino evento clinico”. VEDIAMOCICHIARA, L’ECOSISTEMA FEMMINILE
CHE TRADUCE LA SCIENZA Attivo da oltre 10 anni,
VediamociChiara è un ecosistema informativo “onlife” dedicato
esclusivamente alla salute femminile. Conta una community di oltre 500mila
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