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MAGGIO – 26 LUGLIO 2026 MILANO:
PALAZZO CITTERIO SALA
STIRLING MIMMO PALADINO A cura di Lorenzo Madaro Mimmo Paladino (Paduli, BN, 1948) torna a esporre a Milano in uno spazio
pubblico, dopo la personale di Palazzo Reale del 2011.
È la Sala Stirling di
Palazzo Citterio a ospitare, dal 16 maggio al 26 luglio 2026, la mostra di uno dei protagonisti più celebrati della scena
italiana e internazionale, che propone un progetto appositamente pensato per
questo appuntamento, dedicato ai Dormienti, uno dei suoi più celebri
capolavori qui riallestiti in stretto dialogo con l’architettura che lo ospita,
e un nucleo di opere su carta del 1973. L’esposizione, curata da Lorenzo Madaro
e realizzata da La Grande Brera in stretta collaborazione con l’Archivio
Paladino, presenta l’intera serie dei Dormienti, composta da
trentadue sculture realizzate in terracotta, tutte provenienti
dalla stessa matrice ma combinate diversamente a seconda dello spazio che le
accoglie. L’allestimento appare come una messa in
scena teatrale, nel quale s’incontrano i corpi che giacciono silenti, adagiati
in posizione fetale nell’ambiente ipogeo di Palazzo Citterio. Questi attori
appaiono immobili, assopiti, quasi sospesi in una dimensione tra sonno e
veglia, tra sogno e realtà. Il pubblico è invitato a muoversi
liberamente in Sala Stirling, che non diventa un ambiente contemplativo ma un
luogo attivo e dinamico, in cui generare confronti inaspettati, trasformandosi
in un enorme paesaggio di soste e meditazioni, ma anche di silenzi e spazi
sonori intensi, fortemente in dialogo con l’energia interna dell’architettura
che ospita l’opera. Concepiti alla fine degli anni Novanta,
quando l’artista li presenta per la prima volta a Poggibonsi (1998), i Dormienti sono
stati esposti in numerosi contesti, anche internazionali, a partire dalla
Roundhouse di Londra nel 1999, per una mostra realizzata con il musicista,
autore e produttore Brian Eno, a conferma dell’attitudine del maestro italiano
nel dialogo con le altre discipline e nel confronto serrato con esse. Per
quella occasione, Brian Eno compose una traccia sonora che accompagnava la
visita del pubblico, riproposta anche per l’appuntamento milanese. I corpi dei Dormienti, che
ricordano i resti inermi degli abitanti di Pompei e Ercolano, sorpresi
dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., in realtà traggono ispirazione dai
disegni che lo scultore britannico Henry Moore realizzò alle persone
rannicchiate nei ricoveri di guerra inglesi durante la seconda guerra mondiale,
che, lungi dall’assumere una postura tragica e intimorita, parevano dormire
sognando. Il percorso espositivo parte idealmente
da una sala nascosta, quasi uno scrigno segreto adiacente alla Sala Stirling,
che accoglie una serie di quindici grandi disegni inediti, concepita nel 1973,
da sempre conservata nel suo studio a Paduli (BN), che è alla base di tutto il
suo fare artistico. La presenza di questo nucleo di lavori
su carta del 1973 a Palazzo Citterio sta proprio a indicare l’incipit,
l’importanza di questo supporto per tutto il suo percorso, ma anche la sua
vocazione nei confronti del mito, inteso come territorio cui attingere
costantemente. Paladino, all’epoca venticinquenne,
inizia a sperimentare nuove opportunità di ricerca, guardando al disegno e al
colore come una possibile via espressiva lontana dal concettuale, dal
minimalismo, dal poverismo, all’epoca ancora in auge. In occasione della mostra è stato
pubblicato un volume monografico sull’artista (Metilene Edizioni, pp. 180), a
cura di Lorenzo Madaro, dedicato agli ambienti e a tutte quelle opere che dal
1970 a oggi hanno visto Paladino impegnato in una idea dilatata di
spazio-architettura. Coerentemente con la scelta di allestire una mostra con i Dormienti,
in un ambiente così forte da un punto di vista architettonico come la Sala
Stirling, il libro si concentra su quei momenti cruciali del lavoro di Paladino
in cui l’opera è un tutt’uno con l’ambiente che l’accoglie e che in questo
rapporto dialogico viene straordinariamente modificato. Nella pubblicazione oltre ai contributi
del direttore generale della Pinacoteca di Brera Angelo Crespi e dello
scrittore Mauro Covacich, si trova un saggio del curatore con ampi apparati
iconografici e gli apparati biografici, bibliografici e espositivi ragionati
curati da Simone Salvatore Melis (Archivio Paladino). Milano, 15 maggio 2026 PALADINO Milano, Palazzo Citterio (via Brera 12) 16 maggio – 26 luglio 2026 Orari: da martedì a domenica, 8.30 - 19.15 (ultimo ingresso alle ore
18.00) Ingresso: Biglietto Grande Brera: €20,00
(Pinacoteca + Palazzo Citterio); solo Palazzo Citterio, intero, €12,00;
ridotto, €8,00 |
