Precisazione di Francesco Peduto Presidente
Consiglio Nazionale Geologi
In
riferimento all’articolo pubblicato su Repubblica il 31.08.2016 intitolato “Lo
spreco delle mappe”, riteniamo doveroso precisare quanto segue:
Dopo il terremoto dell’Aquila del
2009 è stato avviato un piano nazionale per la prevenzione sismica della durata
di 7 anni, art. 11 del DL n. 39/2009 (convertito con la legge n. 77/2009), che
comprendeva tra l’altro, gli studi di microzonazione sismica finalizzati alla
definizione delle aree soggette ad amplificazione dello scuotimento sismico o
deformazioni permanenti del suolo in caso di terremoto.
Tali strumenti
rappresentano uno strumento indispensabile per la prevenzione del rischio
sismico, in quanto forniscono informazioni utili per la pianificazione, il
governo del territorio, la progettazione, la gestione dell’emergenza e la
ricostruzione post evento sismico.
Appare, quindi, non solo
disinformante e fuorviante definire “inutili” le mappe che scaturiscono dagli
studi di microzonazione sismica (come viene affermato nell’articolo
sopracitato) ma anzi, risulta necessario, completare per tutto il territorio
nazionale il livello 1 ed implementare con i successivi livelli di
approfondimento e di dettaglio (livello 2 e 3).
Occorre, altresì, assicurare che
tali studi, una volta validati, vengano recepiti dagli strumenti urbanistici e
siano congruenti con i Piani di Protezione Civile, adeguatamente
aggiornati ed accompagnati dall’analisi della Condizione Limite di Emergenza
degli insediamenti urbani.
Appare assolutamente paradossale
affermare che tali studi siano solo serviti a fare “la fortuna di studi
d’ingegneria e di geologia”, quando si tratta di servizi tecnici
professionali con competenze specialistiche che prevedono compensi modesti
(nell’ordine di qualche migliaio di euro) in relazione all’utilità e alla
responsabilità del professionista che li redige. Tali competenze vengono tra
l’altro acquisite attraverso attività formative specifiche, organizzate
dagli Ordini Professionali in collaborazione con Il Dipartimento Nazionale
della Protezione Civile.
Ciò appare ancora più paradossale
quando si pensa che attualmente si registra un calo importante dei fatturati
medi di ingegneri e geologi (ad es. i professionisti geologi italiani
dichiarano mediamente un fatturato lordo di euro 20.000,00 annuo) e che tanti
professionisti tecnici, dopo aver frequentato corsi abilitanti, sono impegnati,
come è successo già per gli eventi sismici dell’Aquila e dell’Emilia Romagna,
in una serie di attività di monitoraggio, a titolo volontario, sotto il
coordinamento del DPCN, per la verifica strutturale degli edifici e della
valutazione del rischio residuo indotto dall’evento sismico.
FRANCESCO PEDUTO PRESIDENTE
CONSIGLIO NAZIONALE GEOLOGI
Francesco
Peduto Tel
335 7497534 – 393 9160767