Registro nazionale diabete: plauso di FeSDI De Cosmo e Buzzetti: “Un passaggio importante, coerente con
l’indirizzo strategico tracciato dalla Federazione e ribadito con forza durante
l’ultima edizione degli Stati Generali sul diabete”. I diabetologi auspicano parere favorevole della Conferenza
Stato-Regioni Roma, 21
settembre 2026 - La Federazione
delle Società Diabetologiche Italiane (FeSDI), che riunisce AMD -
Associazione Medici Diabetologi e SID - Società Italiana di Diabetologia,
esprime il proprio plauso per lo schema di decreto predisposto dal Ministero
della Salute per disciplinare l'organizzazione e il funzionamento del Registro
Nazionale Diabete, sul quale il Garante per la protezione dei dati
personali ha espresso parere favorevole lo scorso 6 agosto. Il Registro
riguarderà il diabete di tipo 1, il diabete di tipo 2, il diabete
gestazionale e le altre forme di diabete e avrà l'obiettivo di produrre informazioni
omogenee e standardizzate su prevalenza e incidenza della patologia,
trattamenti, complicanze e sopravvivenza. Tra le finalità previste figurano
inoltre il monitoraggio dell'accesso e della qualità dell'assistenza, la
valutazione degli esiti, l'individuazione dei gruppi a maggiore
rischio, il supporto alla ricerca scientifica e alla programmazione
sanitaria. Un
passaggio che si inserisce pienamente nell'indirizzo strategico portato avanti
da FeSDI e ribadito con forza nell'ultima edizione degli Stati Generali sul
diabete, promossi dalla Federazione con l'obiettivo di contribuire alla costruzione
di una strategia nazionale condivisa. Tra le direttrici indicate
nell'edizione 2026 figurano infatti il rafforzamento della digitalizzazione
e della conoscenza epidemiologica, insieme alla valorizzazione dei dati
per una programmazione sanitaria sempre più integrata, efficiente e
basata sulle evidenze. “La piena
operatività di un Registro nazionale del diabete rappresenta un obiettivo strategico
per la diabetologia italiana e va esattamente nella direzione che FeSDI
sostiene da tempo”, dichiara
Salvatore De Cosmo, +Presidente FeSDI e AMD. "Disporre di dati
strutturati e standardizzati significa conoscere sempre meglio la realtà del
diabete nel nostro Paese, misurare la qualità e gli esiti dell'assistenza,
individuare i bisogni ancora non soddisfatti e offrire alle Istituzioni una
base solida sulla quale orientare la programmazione. È un tema che abbiamo
posto con forza anche negli Stati Generali sul Diabete e sul quale abbiamo
mantenuto un'interlocuzione costante con le Istituzioni”. Lo schema
di decreto prevede una forte integrazione tra livello nazionale e regionale:
le Regioni e le Province autonome saranno infatti chiamate a realizzare i
propri registri e a individuare i Centri di riferimento regionali; i dati
raccolti a livello territoriale alimenteranno poi con cadenza annuale il
Registro nazionale. La struttura consentirà di costruire una base informativa
comune e, allo stesso tempo, di leggere bisogni, percorsi assistenziali ed
esiti nelle diverse realtà regionali. In questo contesto, assume particolare
rilievo il passaggio in Conferenza Stato-Regioni, chiamata a esprimere
l’intesa sul provvedimento. FeSDI auspica che, a valle dell’esame del testo e
della verifica della sua fattibilità, la Conferenza possa esprimere parere
favorevole, consentendo così al decreto di completare il proprio percorso verso
la definitiva adozione e pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. “La
dimensione regionale è un elemento essenziale”, sottolinea Raffaella
Buzzetti, Presidente SID. “Poter contare su informazioni uniformi e
confrontabili significa avere la possibilità di leggere con maggiore precisione
anche le differenze territoriali nei percorsi di cura e negli esiti,
identificando tempestivamente le aree nelle quali è necessario intervenire. Il
Registro può diventare così uno strumento concreto non solo di conoscenza
epidemiologica e ricerca, ma di miglioramento dell'assistenza alle persone con
diabete”. La FeSDI
sottolinea come il decreto darebbe inoltre una cornice normativa nazionale a un
percorso operativo avviato attraverso il progetto JACARDI - Joint Action
on CARdiovascular diseases and DIabetes, coordinato a livello europeo e
italiano dall'Istituto Superiore di Sanità, che rappresenta un esperimento
pilota già orientato alla futura implementazione del Registro nazionale,
consentendo di sperimentare sul territorio modelli, strumenti e modalità di
raccolta dei dati e di accompagnare il passaggio dalla sperimentazione a
un’infrastruttura stabile e condivisa. Il tema dei
dati e dei registri rappresenta da tempo una priorità anche a livello
europeo: l'European Diabetes Forum (EUDF) ha istituito uno specifico Strategic
Forum Data & Registries, indicando tra i propri obiettivi la diffusione
di set standardizzati di outcome e di registri del diabete in Europa e la
loro traduzione nei diversi contesti nazionali e regionali. “La
disponibilità di dati di qualità e di registri strutturati è una delle
condizioni fondamentali per migliorare gli outcome di salute delle persone con
diabete”, commenta Angelo
Avogaro, Chair di EUDF Italia. La FeSDI
auspica che l'iter possa procedere rapidamente verso l’adozione definitiva,
consentendo di completare un passaggio strategico per la diabetologia
italiana e di mettere a disposizione del Servizio Sanitario Nazionale e
delle Regioni una base informativa comune per conoscere, programmare e
valutare con sempre maggiore precisione l'assistenza alle persone con diabete.
In questa prospettiva, la Federazione conferma la propria disponibilità a
contribuire alla fase di implementazione, mettendo a disposizione le competenze
della comunità diabetologica sia sul versante clinico sia su quello della
raccolta, interpretazione e valorizzazione dei dati, avvicinando l’Italia ai
sistemi di monitoraggio già consolidati in altri Paesi europei. |