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INIZIA LA STAGIONE DI MIGRAZIONE DEI ROSPI
VERSO I SITI RIPRODUTTIVI. LA CITTA’ METROPOLITANA SI ATTIVA PER SALVARE ANFIBI
PREZIOSI PER L’AMBIENTE E L’AGRICOLTURA Nelle
prossime settimane, per il settimo anno consecutivo, il Servizio Tutela Fauna e Flora e il Servizio
pianificazione e gestione rete ecologica e aree protette della Città
Metropolitana di Torino attiveranno
una campagna di tutela dei
rospi e delle rane durante la migrazione riproduttiva, grazie alla posa di barriere temporanee che convogliano i selvatici verso
i “rospodotti”, strutture che consentono agli anfibi di evitare di essere schiacciati dagli autoveicoli quando attraversano le strade extraurbane. “Le specie
maggiormente coinvolte nella migrazione sono il Rospo comune, la Rana dalmatina e il Rospo smeraldino” spiega Elisa
Pirro, Consigliera metropolitana delegata alla Tutela della fauna e ai
Parchi e aree protette. I batraci vengono “convogliati” con apposite reti
verso i rospodotti o verso strutture preesistenti,
che permettono il superamento
delle strade nel viaggio dai siti di svernamento agli abituali luoghi di
riproduzione e nel ritorno. Le operazioni
del Servizio Tutela Fauna e
Flora vengono effettuate nei territori dei Comuni di Pertusio, Vidracco, Vistrorio, San
Giorio di Susa, Rosta e Buttigliera Alta. Il Servizio pianificazione e
gestione rete ecologica e aree protette interviene
invece nel territorio del Parco
naturale del Lago di Candia. Da quest’anno
è stata attivata una collaborazione tra il Servizio Tutela Fauna e Flora, il Parco naturale di
Avigliana e il Comune di Avigliana per la posa di barriere temporanee in via
Grignetto, da sempre interessata da movimenti
importanti di anfibi in migrazione verso l’area umida prospiciente il Lago Grande di Avigliana. Inoltre per tutelare le popolazioni in movimento dalla collina verso il bacino di raccolta delle acque
di servizio della galleria di Monte Cuneo sulla Strada Provinciale 589 dei
Laghi di Avigliana verranno collocati, sulla
segnaletica preesistente, appositi cartelli di segnalazione attraversamento anfibi. Il personale del Parco e quello della Città Metropolitana collaboreranno
nel monitoraggio della
migrazione degli anfibi, allo scopo di individuare
eventuali soluzioni tecniche per evitare l’impatto con le auto. Sette anni di esperienza nel salvataggio
degli anfibi L’attività
del Servizio Tutela Fauna e
Flora della Città Metropolitana è stata avviata sperimentalmente nel 2011 a San Giorio di Susa. Già dal
secondo anno di attivazione il numero di siti coinvolti è aumentato, registrando
il massimo nel 2013, con sette località. In sette anni l’elenco delle località
interessate è cambiato, perché in alcune è venuta meno l’emergenza oppure
perché in altre la popolazione era sovrastimata. L’andamento climatico
generale, caratterizzato da inverni più miti, ha spostato il momento culminante
della migrazione alla fine
di febbraio, in corrispondenza con il primo periodo
piovoso disponibile. “Per il 2017 la migrazione verrà monitorata con
sopralluoghi serali nelle serate umide e piovose del tardo inverno” sottolinea
la Consigliera metropolitana
Elisa Pirro”. Il monitoraggio ha evidenziato realtà
meritevoli di tutela, quali Pertusio, Vidracco e Vistrorio, dove persiste un fenomeno migratorio importante: un migliaio di individui
per ciascuna località. A Rosta e a Buttigliera la migrazione interessa alcune centinaia di esemplari, ma è comunque
meritevole di tutela. Anche perché, nonostante i tre rospodotti realizzati una
ventina di anni fa, è di fondamentale importanza l’intervento manuale di
personale del Servizio
Tutela Fauna e Flora e di volontari locali, i quali
spostano gli animali da un lato all’altro della carreggiata. A San Giorio, prima della posa della barriera, si registravano numerosissimi
schiacciamenti di anfibi. Già nel primo di intervento gli episodi sono
drasticamente calati. I rospi percorrono una bealera con buona pendenza, in cui
è sempre presente dell’acqua. Gli anfibi rimangono confinati da una barriera di
plastica, che li indirizza verso un sottopassaggio, costituito da un profilato
di alluminio. Nonostante gli sforzi si registra comunque una progressiva
rarefazione delle popolazioni in migrazione, in linea con una tendenza
generalizzata su scala nazionale e globale. È quindi importante
proseguire l’attività di monitoraggio e di sensibilizzazione dei cittadini alla
tutela e salvaguardia di queste importanti specie della fauna autoctona. Il rospodotto di Candia Intorno al
2000, lungo la Strada
Provinciale 84 Candia-Caluso vennero
installate barriere
artificiali mobili a tutela delle centinaia di rospi
e rane dalmatine che, durante la migrazione riproduttiva, si dirigono
verso le sponde del lago di Candia per deporre le uova. La Consigliera Elisa Pirro ricorda che “grazie ai finanziamenti della Misura 323 del Programma di sviluppo rurale 2007-2013 della
Regione Piemonte, la Città Metropolitana di Torino ha rinnovato e reso più efficiente il rospodotto”. Per consentire agli
animali di superare incolumi la strada, sono state collocate sotto il manto
stradale alcune canaline
di cemento con una griglia di aerazione in ghisa. I vantaggi
della soluzione adottata sono la salvaguardia degli animali che
attraversano la strada, la facilità di manutenzione, l’umidità e
l’illuminazione simili a quelle dell’esterno (il che attira gli animali). Il
Servizio Pianificazione e gestione rete ecologica e aree protette ha collocato
ai bordi della carreggiata le nuove barriere temporanee che convogliano gli
anfibi agli ingressi dei tunnel, garantendone l’incolumità pur in assenza di
una sorveglianza diretta da parte di volontari o tecnici. La Consigliera Pirro
sottolinea “la fondamentale importanza in tutta l’operazione della
collaborazione delle Guardie
Ecologiche Volontarie coordinate dalla Città
Metropolitana”. L’importanza delle zone umide per gli
anfibi Le zone umide
sono fondamentali per specie animali e vegetali il cui ciclo vitale è, in tutto
o in parte, legato alla presenza dell’acqua. Quando arriva la stagione degli
amori e scende il buio, i rospi lasciano i luoghi in cui vivono abitualmente
per andare in cerca di stagni, rive dei laghi o altre raccolte d’acqua, dove
riprodursi. Dalle uova, deposte in lunghi cordoni gelatinosi ancorati alla
vegetazione acquatica, nascono girini neri, che in due o tre mesi
compiono la metamorfosi necessaria per abbandonare l’acqua e dirigersi verso i
boschi o i prati umidi. Purtroppo gli adulti vengono uccisi in gran quantità
dalle automobili mentre attraversano le strade che incontrano durante il
cammino verso i luoghi di riproduzione. Trattandosi di animali a sangue freddo,
il periodo riproduttivo dipende dalle condizioni climatiche di temperatura e
umidità. In Piemonte la migrazione si svolge normalmente fra la fine febbraio e
la fine di marzo. Diffusione e morfologia Il Rospo
comune è un animale che si adatta a vari tipi di ambienti, in particolare ai
boschi, sia di pianura che di montagna. È un anfibio senza coda, con la pupilla
orizzontale e con ghiandole parotoidi dietro gli occhi molto evidenti. Ha una
colorazione scura, dal bruno rossiccio al grigio olivastro, una corporatura
tozza e la pelle rugosa. La differenza tra i sessi è molto, marcata perché le
femmine sono nettamente più grandi dei maschi. Un animale utile e indicatore della
qualità ambientale I rospi sono
determinanti per il mantenimento dell’equilibrio ecologico del territorio e
della sua biodiversità. Svolgono un’azione di controllo delle popolazioni di
insetti che vivono nelle zone umide, come le zanzare, ma si nutrono anche di
altre specie dannose per l’agricoltura, come le lumache. Sono inoltre preziosi
indicatori dello stato ambientale, perché la permeabilità della loro pelle li
rende assai sensibili agli agenti tossici e ai cambiamenti climatici e
ambientali. Pericoli per la sopravvivenza Il 36% degli
anfibi italiani è a rischio di estinzione, nonostante le tutele previste dalla
Convenzione di Berna per la salvaguardia della fauna minore, dalla Direttiva
Habitat dell’Unione Europea e dalla Legge regionale 32 del 1982. Le minacce più
significative per la sopravvivenza dei rospi sono legate alle attività umane.
Oltre alla viabilità, sulla consistenza delle popolazioni incidono la
modifica, la perdita e la frammentazione dell’habitat: eliminazione o
compromissione delle zone umide minori per cementificazione di fontane e
sorgenti, copertura o interramenti di piccole pozze e stagni temporanei,
inquinamento con sostanze nocive o rifiuti delle piccole raccolte d’acqua,
frammentazione degli ecosistemi dovuta a eliminazione di siepi e fasce vegetali
che possono servire da corridoi per lo spostamento degli animali. Sulla
consostenza delle popolazioni di rospi incide anche l’utilizzo di pesticidi e
diserbanti in agricoltura. Non bisogna poi dimenticare le forme di persecuzione
immotivata e crudele, dovute ai pregiudizi sull’aspetto dei rospi e all’ignoranza
del ruolo ecologico che rivestono. Anche l’introduzione di specie esotiche può
alterare pericolosamente gli equilibri ambientali. Michele Fassinotti Ufficio Stampa Città metropolitana
di Torino via Maria Vittoria 12 - 10123
Torino telefono +39 011-8612705 mobile +39 349-4163055
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