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Decreto screening diabete tipo 1, FID ringrazia il Parlamento: giusto valutare l'estensione ai bambini dai 2 anni

Nicola Zeni, Presidente FID: “Accogliamo con favore i pareri delle Commissioni Affari Sociali di Camera e Senato che invitano a valutare l'estensione dello screening ai bambini dai 2 ai 4 anni. Proprio in questa fascia d’età si verificano le chetoacidosi più pericolose. È fondamentale garantire che la Legge 130/2023 possa esprimere pienamente il suo potenziale di prevenzione”.

Roma, 18 giugno 2026 – La Fondazione Italiana Diabete (FID) accoglie con soddisfazione i pareri favorevoli espressi in questi giorni dalle Commissioni Affari Sociali di Camera e Senato sullo schema di decreto attuativo della Legge n. 130/2023, relativa allo screening nazionale del diabete di tipo 1 e della celiachia. Il testo del decreto trasmesso al Parlamento prevede attualmente che lo screening per il diabete di tipo 1 interessi la popolazione pediatrica nella fascia 5-6 anni. FID considera particolarmente significativa la raccomandazione contenuta nei pareri di entrambe le Commissioni, che invitano il Governo a valutare l'opportunità di allargare il monitoraggio ai bambini dai 2 anni, anche in una successiva fase di implementazione della legge.

 

“Desideriamo ringraziare tutti i componenti delle due Commissioni per aver riconosciuto l'importanza di questo tema e per aver evidenziato, nel loro parere, la necessità di valutare l'allargamento dello screening ai bambini più piccoli”, dichiara Nicola Zeni, Presidente FID, principale fondazione di ricerca italiana sul diabete di tipo 1 e sostenitrice del percorso che ha portato all’approvazione della Legge 130. “È proprio tra i 2 e i 4 anni che si osservano alcuni dei rischi clinici più elevati legati all'esordio del diabete di tipo 1. Spesso nel corso delle nostre interlocuzioni istituzionali abbiamo sottolineato questo aspetto”.

 

FID guarda con favore al proseguimento dell'iter di attuazione della Legge 130/2023, una norma storica che ha reso l'Italia il primo Paese al mondo a dotarsi di un programma nazionale di screening per il diabete di tipo 1 e la celiachia. Allo stesso tempo, ribadisce l'importanza d includere progressivamente anche i bambini dai 2 ai 4 anni, in linea con le evidenze scientifiche disponibili. “Monitorare la fascia 2-4 anni è fondamentale, perché qui si verificano le forme più gravi di chetoacidosi, spesso tali da richiedere il ricovero in terapia intensiva”, sottolinea Francesca Ulivi, Direttrice Generale FID. “La letteratura scientifica internazionale indica chiaramente come le coorti 2-4 anni e 6-8 anni rappresentino i principali picchi di sieroconversione degli autoanticorpi, marker precoci della malattia”.

 

“Il parere espresso dal Parlamento rappresenta un segnale incoraggiante e un'importante apertura verso un possibile ampliamento futuro del programma”, conclude Zeni. “FID continuerà a collaborare con le istituzioni e con tutti gli attori coinvolti affinché la Legge 130/2023 possa raggiungere pienamente i suoi obiettivi di salute pubblica, garantendo nel tempo la protezione del maggior numero possibile di bambini”.

La Fondazione Italiana Diabete (FID) è la principale fondazione di ricerca italiana dedicata al diabete di tipo 1, con l’obiettivo di individuare una cura definitiva e sviluppare strategie di prevenzione e diagnosi precoce. La Fondazione è attivamente impegnata anche nello sviluppo di programmi di screening per predire, rallentare o prevenire l’esordio della malattia. A livello europeo, FID è l’unico ente del terzo settore italiano presente nei principali network internazionali dedicati allo screening e alla prevenzione del diabete di tipo 1, tra cui INNODIA e il Patient Advisory Committee (PAC) del consorzio EDENT1FI. Ha inoltre finanziato lo studio UNISCREEN1, che ha fatto da apripista all’applicazione della Legge 130, e collaborato con l’Istituto Superiore di Sanità allo studio D1Ce Screen2, promosso dal Ministero della Salute per valutare la fattibilità di uno screening su larga scala nella popolazione pediatrica.

FID ha contribuito alla definizione delle linee guida internazionali ISPAD sullo screening del diabete di tipo 13 e alla recente Roadmap europea per l’implementazione dello screening e del monitoraggio precoce del DT1 proposta dal Consensus Internazionale dell’International Diabetes Federation (IDF)4.