Emozionante arrivo a Cortona della monumentale tela di Gino Severini “Danse du Pan-Pan à Monico” in prestito dal Centre Pompidou di Parigi per la mostra-evento in programma al MAEC dal 5 luglio. Definita da Apollinaire “l’opera più importante dipinta da un pennello futurista”, con i suoi oltre 4 metri di lunghezza, la tela, con anche l’autoritratto di Severini, è stata posizionata nelle sale di Palazzo Casali dove si stanno effettuando le concitate operazioni di allestimento.
In mostra: oltre 80 opere da prestigiosi musei italiani ed europei e da
collezioni private, un importante apparato multimediale immersivo e molti altri
contenuti e approfondimenti per un evento imperdibile. Con l’emozionante arrivo, direttamente dal
Centre Pompidou di Parigi nelle sale di Palazzo Casali al MAEC di Cortona dell’
imponente tela “Danse du Pan-Pan à Monico” di oltre 4 metri di lunghezza -
celeberrima opera futurista di Gino Severini che torna dopo 35 anni di assenza
in Italia - hanno preso il via la concitate fasi di allestimento e accrochage
della mostra “Gino Severini. Modernità come dialogo” in programma nella sua
città natale dal 5 luglio a l novembre 2026.
Un prestito eccezionale, ottenuto con
caparbietà dagli organizzatori e dalle curatrici grazie anche al sostegno
assicurato all’evento da Romana Severini, la figlia dell’artista, che da tempo
sta contribuendo a ricordare e valorizzare il legame tra Severini e Cortona. L’opera custodita al Centre Pompidou e in
cui appare anche un autoritratto del pittore, è la versione realizzata da Gino
Severini a Roma agli inizi degli anni Sessanta della famosissima tela del 1911
purtroppo perduta, in cui il cortonese aveva voluto ritrarre la frenetiche
danze di uno dei locali più in voga della Parigi di inizio secolo. Definita da Apollinaire sulle pagine de “L’Intransigeant“
l’opera più importante dipinta da un pennello futurista, la tela ebbe un grande
successo al momento dell’esposizione a Parigi da Bernheim Jeune e nel
successivo tour europeo organizzato da Marinetti. Venduta tuttavia nel 1912 in Germania,
andò successivamente dispersa forse nei disastri bellici, ma la sua eco rimase
nell’immaginario artistico italiano così da generare anche diverse
riproduzioni. Nel 1959-1960 Severini si risolse ad eseguirne una copia fedele
in scala reale, basandosi su antichi cliscé fotografici conservati nel suo
archivio: un’impresa a dir poco titanica per l’artista ottantenne che,
miracolosamente, riuscì ad imprimere nella replica la fantasia cromatica e il
ritmo dell’opera giovanile. Un vero capolavoro!! Intanto, tra un
via vai di trasportatori, courier che accompagnano le opere dai diversi
importanti musei prestatori per il controllo delle stesse e delle fasi di
movimentazione, allestitori, architetti progettisti, elettricisti, informatici,
curatrici, responsabili dell’organizzazione generale, funzionari del MAEC, del
Comune di Cortona e dell’Accademia Etrusca, saranno giornate di lavoro intense
e delicate per dar vita a un’esposizione davvero ricchissima di opere, apparati
multimediali e supporti grafici: una mostra promossa dal Comune di Cortona e
dal MAEC con la collaborazione dell’Accademia Etrusca, curata da Daniela Fonti
e Margherita D’Ayala Valva, assolutamente inedita nella rilettura del ruolo di
Severini per l’arte del Novecento, che saprà sorprendere il pubblico |

