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Un volume Ares presentato a Sergio Mattarella

La nuova ricerca di Roberto Spazzali sulla storia dell’emigrazione giuliana

La Venezia Giulia, travagliata da due guerre mondiali, ha conosciuto e prodotto flussi migratori generati tanto da situazioni economiche e sociali sfavorevoli, quanto dalle conseguenze dei confini ripetutamente tracciati sulla regione dal 1918 al 1954.

Confini e regimi politici che hanno indotto la popolazione a fare la scelta più difficile: lasciare la terra natale e cercare una nuova esistenza altrove, anche in altri continenti. Per quanto il fenomeno sia stato studiato, in parte analizzato e consegnato alla memoria con la raccolta di testimonianze, mancava nel panorama editoriale un’opera di sintesi in grado di contestualizzarlo nel complesso più ampio delle migrazioni. Il libro di Roberto Spazzali, come sempre accurato e documentato, risponde a questa mancanza.

Roberto Spazzali (1956) ha collaborato con il Ministero dell'Istruzione e del Merito nell'ambito delle iniziative dedicate al Giorno del Ricordo; è membro della Deputazione di storia patria per la Venezia Giulia e direttore responsabile della rivista Quaderni Giuliani di Storia. Per Ares ha pubblicato:

Pola, città perduta. L'agonia, l'esodo (2022),

Il disonore delle armi - Settembre 1943: l’armistizio e la mancata difesa della frontiera orientale italiana (2023),

Gli ultimi del Risorgimento (2024).

“Fogolèr – Storia di una famiglia istriana” di Grazia Del Treppo

Istria, febbraio 1951. La famiglia Del Treppo si prepara alla partenza da Canfanaro: un doloroso strappo sotto le minacce della dittatura comunista di Tito che infuria costringendo gli italiani alla fuga verso un destino ignoto. Il racconto ci porta in presa diretta a quei giorni: raggela e riscalda allo stesso tempo, ci sono gli arresti improvvisi, le persecuzioni, le foibe. Testimone di questi orrori, Grazia Del Treppo accende una speranza che continua a brillare nel buio: è il fuoco del fogolèr, il focolare, che trema senza però spegnersi mai. È il fuoco del ricordo, delle storie familiari, di profumi gioiosi e lontane risate di bambini. Grazia Del Treppo con resilienza e pazienza certosina ricompone le tessere di un doloroso mosaico, superando con la pietas le lacerazioni di quei giorni bui che segnarono la vita di migliaia di esuli istriani.