Il sito di informazione, cronaca e cultura di San Colombano, Bassa lodigiana e P

Le ragazze dello Squadrone blu

Madeleine Pauliac e le Crocerossine che sfidarono Stalin

(1945-1946)

di Philippe Maynial


Per l’80 anniversario della morte di Madeleine Pauliac arriva in Italia

la storia che ha ispirato il film Agnus Dei (2016)

Francia, 1945: la guerra è finita e per le strade risuonano le note de La vie en rose, ma nell’Europa dell’Est lo scenario resta apocalittico.

 

La trentaduenne Madeleine Pauliac, medico dell’esercito france­se che già aveva preso parte alla Resistenza, viene inviata dal generale de Gaulle a Varsavia, per svolgere un ruolo cruciale nella missione di rimpatrio dei 300.000 soldati rimasti bloccati negli ospedali o nei campi di prigionia, detenuti da Stalin. Qui sarà raggiunta da undici infermiere e autiste della Croce Rossa francese, le ragazze del leggendario Squadrone blu, dal co­lore delle uniformi donate dagli americani. Insieme, porteranno a termine oltre 200 missioni e percorreranno circa 40.000 km sulle strade devastate di un mondo in rovina, sfidando la nuova minaccia so­vietica. Fino a quando la Cortina di ferro non calerà definitiva­mente, tagliando in due l’Europa. E fino a quello spietato inverno del 1946 in cui Madeleine morirà in un misterioso incidente d’auto nel corso di un’ultima e segretissima missione in un convento violato dagli eserciti di passaggio, tedesco prima e sovietico poi.

 

Una missione che la notte di Natale aveva confidato alla sorella Anne-Marie, la quale a sua volta, prima di morire, la affidò al figlio, Philippe Maynial, produttore cinematografico e ora custode della memoria della zia tra la pagina e il grande schermo.

 

In questa potente biografia corale, tradotta anche in lingua inglese, l’autore incontra la zia che non ha mai conosciuto e ricostruisce per la prima volta i fatti che hanno ispirato il film Agnus Dei (2016), diretto da Anne Fontaine e candidato a 4 premi César, e il documentario Les Filles de l’Escadron Bleu (2020) di Emmanuelle Nobécourt, insignito del Premio Historia.

 

Attraverso lettere, diari, fotografie e testimonianze emerge un vivace e commovente ritratto di dodici eroine dimenticate:

«La nostra amicizia continua a crescere. La gioia che vediamo negli occhi delle persone che trasportiamo in queste ambulanze è la più grande ricompensa di tutte».