STADA Health Report: apertura verso l’IA per 6 Italiani su 10 ma la
relazione umana resta centrale Milano, 23
settembre 2026 – Gli
Italiani si mostrano cauti all'utilizzo dell'Intelligenza Artificiale quando
si tratta della propria salute, riconoscendo il ruolo centrale di medici e
farmacisti: se da un lato, infatti, il 59% non esclude di affidarsi
all'IA per un consulto sanitario, dall'altro, per il 74% gli operatori
sanitari continuano a essere i primi responsabili dell'educazione alla
salute. Sullo sfondo, la soddisfazione per il sistema sanitario che si
attesta al 45%, in calo rispetto agli anni precedenti, e oltre la metà
degli Italiani che esprime paura e preoccupazione di invecchiare,
soprattutto per il rischio di aver bisogno di assistenza o di andare incontro a
un declino cognitivo. È quanto
emerge dal focus italiano dello STADA Health Report 2026, presentato
oggi a Milano nel corso di un evento promosso da EG STADA Group in collaborazione con Il Sole 24 Ore, alla
presenza dei principali stakeholder del panorama sanitario. L’indagine,
condotta da Human8 per conto di STADA, ha coinvolto circa 2.000 nostri
connazionali di età compresa tra 18 e 76 anni, nell’ambito di una ricerca
online realizzata in 20 Paesi tra febbraio e marzo 2026. Il Report analizza il
modo in cui le persone percepiscono la salute e come i loro atteggiamenti si
traducono in comportamenti concreti nella vita quotidiana, offrendo una
solida base di dati per alimentare un confronto fondato su evidenze riguardo
alle principali tendenze e sfide sanitarie in Italia e in Europa. Intelligenza
Artificiale: interesse in crescita ma con cautela Il Report
evidenzia un atteggiamento di graduale apertura nei confronti
dell’Intelligenza Artificiale, accompagnato tuttavia da una certa
prudenza: quasi 3 Italiani su 5 (59%) si dichiarano disponibili a
prendere in considerazione una consulenza basata sull'IA invece di
rivolgersi a un medico ma, nella maggior parte dei casi, solo a
determinate condizioni, come la possibilità di un successivo confronto con
un professionista sanitario (23%), l’uso dell’IA come secondo parere (13%) o in
presenza di disturbi lievi (11%). Oltre 4
intervistati su 10 (44%) dichiarano di non utilizzare l’IA per la propria
salute. Tra coloro che già vi ricorrono, gli impieghi più
frequenti riguardano una migliore comprensione delle diagnosi ricevute
(31%) e la ricerca di consigli utili per la prevenzione (25%), ad
esempio su stile di vita, alimentazione e attività fisica. Tra le principali
preoccupazioni legate all’uso dell’IA figurano il rischio di errori o
diagnosi errate (52%), l'utilizzo dei dati sanitari senza consenso (36%)
e la riduzione dell'interazione umana (36%), mentre sul fronte delle
aspettative, il 44% auspica diagnosi più rapide, il 39% un'assistenza sanitaria
meno costosa e il 35% un accesso più semplice ai servizi medici, anche in aree
rurali o più svantaggiate. La
soddisfazione per il sistema sanitario In Italia, la
soddisfazione complessiva nei confronti del sistema sanitario si attesta al 45%,
in calo rispetto al 48% rilevato nel 2025. Sebbene la diminuzione sia meno
marcata rispetto agli anni precedenti, il dato segnala una persistente distanza
tra le aspettative dei cittadini e la loro esperienza quotidiana. I lunghi
tempi di attesa, legati alla carenza di personale, rappresentano la
principale criticità: il 73% degli intervistati li indica, infatti, tra le
maggiori sfide del sistema sanitario del Paese. Seguono l’invecchiamento
della popolazione e l’aumento delle malattie croniche (57%) e
il difficile accesso a un’assistenza sanitaria economicamente sostenibile
(55%). Secondo il
campione intervistato, il sistema sanitario offre attualmente un buon
supporto soprattutto per l'accesso ai farmaci (59%), mentre risultano più
carenti il sostegno alla salute mentale (21%), la disponibilità di
strumenti e servizi digitali, (23%) e l'assistenza agli anziani (24%). Invecchiare
più a lungo, ma in buona salute In un Paese
in cui la popolazione è sempre più longeva, il tema dell'invecchiamento assume
un rilievo particolare. Il 58% degli Italiani guarda con preoccupazione al
passare degli anni; percentuale che sale al 65% tra le donne. Tra i principali
timori, il bisogno di assistenza (65%), il declino cognitivo
(64%), seguiti da problemi fisici e malattie (61% e 60%). Ciononostante,
oltre 7 intervistati su 10 (78%) ritengono importante “vivere il più
lungo possibile” e, per raggiungere questo obiettivo, gli Italiani sono
disposti a modificare le proprie abitudini, rinunciando - in tutto o in parte -
a zucchero e dolci (84%), tempo davanti agli schermi (78%), fast food (77%) e
alcol (73%). Il futuro
dei professionisti sanitari Gli
operatori sanitari sono considerati i principali responsabili dell'educazione
alla salute: lo indica il 74% degli intervistati. Anche nel contesto di una
crescente digitalizzazione, il loro ruolo è destinato a rimanere centrale. Per il 45%
degli Italiani, medici, farmacisti e altri operatori sanitari saranno sempre
più impegnati nell’offerta di consulenze digitali e a distanza. Il 31% ne
prevede invece un ruolo crescente come consulenti e interpreti degli strumenti
di IA, mentre il 26% li considera destinati a rafforzare la propria funzione di
punti di riferimento umani e affidabili. Anche
nell'accesso ai servizi sanitari gli Italiani prediligono il confronto diretto
con i professionisti:
l’incontro in presenza è infatti la modalità preferita per screening e
controlli preventivi (78%), per i consulti medici (78%), per le consulenze
del farmacista (69%) e per i percorsi di terapia o supporto psicologici
(58%). “L’edizione
2026 dello STADA Health Report conferma come gli Italiani guardino al futuro
della salute con un mix di apertura e pragmatismo. Da un lato, cresce
l'interesse verso innovazione e Intelligenza Artificiale, dall'altro, resta imprescindibile
il valore della relazione umana con medici e farmacisti”, dichiara Luca
Vitaloni, Associate Director di Human8. “I dati evidenziano inoltre
alcune sfide prioritarie, come l'accesso alle cure, i tempi di attesa e
l'invecchiamento della popolazione, offrendo un quadro concreto delle
aspettative dei cittadini. Come Human8, siamo orgogliosi della partnership con
STADA che ci vede impegnati nella realizzazione del Report, un progetto che,
grazie alla solidità della ricerca, offre ogni anno nuovi insight e occasioni
di confronto e divulgazione sui temi della salute”. “I
risultati dello STADA Health Report 2026 ci restituiscono una fotografia
importante del rapporto degli Italiani con la salute e con il Servizio
Sanitario Nazionale. I dati ci aiutano a comprendere meglio bisogni,
aspettative e preoccupazioni delle persone e rappresentano un punto di partenza
prezioso per riflettere su come contribuire all’evoluzione del sistema. Oggi il
nostro Servizio sanitario attraversa una fase di difficoltà e mostra alcune
fragilità, ma resta un valore fondamentale per il Paese, che dobbiamo
impegnarci a preservare. In questo percorso, anche la digitalizzazione e
l’Intelligenza Artificiale possono offrire un contributo importante, aiutando i
professionisti sanitari a rendere il percorso di cura più semplice, tempestivo
e vicino ai bisogni delle persone, all'interno di un modello in cui la
relazione umana deve rimanere centrale”, conclude Salvatore
Butti, General Manager & Managing Director di EG STADA Group. EG STADA Società
italiana del Gruppo STADA, EG STADA è da oltre 25 anni un punto di riferimento
nel mercato dei farmaci equivalenti in Italia, dove vanta una posizione di
leadership. Oggi è presente anche nei farmaci biosimilari, nei farmaci
specialistici e nei prodotti per l'automedicazione. Guidata dalla purpose
"Caring for People's Health as a Trusted Partner", EG STADA si
impegna a prendersi cura della salute delle persone come partner di fiducia,
ponendo al centro del suo agire Pazienti e Professionisti sanitari. L'impegno
dell'azienda si traduce anche in iniziative concrete per la comunità: dalla
promozione della prevenzione, con il sostegno incondizionato a "Il Tour
della Salute", al supporto di Banco Farmaceutico Fondazione Onlus e
Fondazione Francesca Rava – NPH Italia ETS, fino allo STADA Health Report, una
delle più ampie indagini online sulla salute in Europa. |