Stradivari Gala 2026: concerti italiani per nove
capolavori di Stradivari e Guarneri In occasione del 160°
anniversario delle relazioni diplomatiche tra Giappone e Italia,nove capolavori
di liuteria cremonese, della collezione giapponese Sasakawa Music Foundation,
si esibiscono con interpreti internazionali a Cremona, Genova e Siena Tra sedicesimo e diciottesimo secolo, i
maestri liutai cremonesi costruirono strumenti ritenuti insuperati per qualità
alto artigianali e timbriche. Oggi appartengono a musicisti e collezioni in
tutto il mondo. Otto strumenti di Antonio Stradivari e un violino di Giuseppe
Guarneri del Gesù stanno tuttavia per
tornare a Cremona. Dal 1 al 6 ottobre, Sasakawa Music
Foundation, una fondazione di pubblica utilità riconosciuta,
con sede a Tokyo, proprietaria di una importante collezione di 22 strumenti ad
arco storici, promuove “Stradivari Gala 2026”, una serie di concerti a Cremona, Genova
e Siena, per celebrare il 160° anniversario dell'istituzione
delle relazioni diplomatiche tra Giappone e Italia. “Grazie agli sforzi congiunti di Sasakawa Music
Foundation e del Museo del Violino – scrive Sanae Takaichi,
primo ministro del Giappone, nel saluto istituzionale inoltrato al Museo - la
realizzazione di questo concerto in Italia, terra d’origine di Antonio
Stradivari, rappresenta una testimonianza dei frutti degli scambi culturali
coltivati nel tempo tra Giappone e Italia”. “Cremona - osserva la presidente del
Consiglio italiano Giorgia Meloni - ospita questa sera un evento
eccezionale, per celebrare un legame altrettanto straordinario: la profonda
amicizia che unisce il popolo italiano al popolo giapponese. Un’amicizia che
trae linfa dalle radici millenarie delle nostre civiltà e che si rafforza ogni
giorno grazie alla fiducia reciproca, ai valori condivisi e all’impegno
costante verso il dialogo e la cooperazione. Ma anche grazie alla sintonia
culturale che esiste tra Italia e Giappone, che combina tradizione e
innovazione e che questa sera trova la propria consacrazione nella passione
comune per la musica e il sublime”. Quindi afferma “La scelta di Stradivari
come simbolo di questa rassegna concertistica […] è particolarmente
significativa. Antonio Stradivari rappresenta una delle più alte espressioni
dell’ingegno, dell’arte e della maestria artigianale italiana”. “La scelta di Cremona – sottolinea Andrea Virgilio,
nella duplice veste di sindaco e presidente del Museo - assume, in questo
contesto, un significato particolare. La nostra città è la patria dei grandi
maestri della liuteria e ancora oggi custodisce e rinnova un saper fare
riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale. Una tradizione
nata nelle botteghe rinascimentali e che, attraverso i secoli, ha saputo unire
esperienza, creatività e innovazione, fino a diventare un patrimonio
dell’umanità riconosciuto e apprezzato nel resto del mondo. Gli strumenti non
sono soltanto protagonisti di un concerto: diventano ambasciatori di una
relazione che affonda le proprie radici nella storia e che continua a guardare
al futuro”. Sul palco si esibirà una formazione
internazionale di giovani e talentuosi musicisti, inclusi interpreti
giapponesi, cui la Fondazione li concede in prestito gratuitamente. Gli artisti
coinvolti nel progetto sono Goldmund Quartet, composto da
Florian Schötz, Pinchas Adt, Christoph Vandory, Raphael Paratore, nonché grandi
solisti del calibro di Benjamin Beilman, Rino Yoshimoto, Timothy Chooi,
Nikki Chooi e Reiko Watanabe, accompagnati al pianoforte da Roberto Arosio. Le città scelte rappresentano
eccellenze italiane nel panorama musicale internazionale. Cremona non solo è la
patria della liuteria e di un saper fare riconosciuto da UNESCO, ma è anche
sede del Museo del Violino e dell’Auditorium Giovanni Arvedi. Inoltre
è sede dell’Accademia Stauffer, i cui migliori allievi sono stati spesso
premiati dal prestito di strumenti della collezione Sasakawa. È bello che il
“ritorno a casa” degli strumenti parta, giovedì 1° ottobre, proprio dal luogo
dove sono stati costruiti. L'accesso al concerto serale è su invito. Fondata nel 1932 l’Accademia Musicale
Chigiana è una delle più antiche istituzione di alta formazione, fondata dal
mecenate Conte Guido Chigi Saracini presso la sua residenza, Palazzo Chigi
Saracini, a Siena. Il Concorso Paganini, a Genova, è una delle competizioni
violinistiche più importanti al mondo. Promosso dal 1954 ha visto trionfare,
tra gli altri, Salvatore Accardo, Gidon Kremer, Leonidas Kavakos e Sayaka
Shoji. Anche per questo, tra gli strumenti
scelti per le esibizioni, vi è il celebre “Quartetto Paganini" di Antonio
Stradivari, per l’occasione affidato al giovane ensemble tedesco Goldmund
Quartet. Tra i capolavori di Stradivari anche il “Dolphin”, già di Jascha
Heifetz, lo “Jupiter”, l’“Alumnus Amati”, primo strumento conosciuto realizzato
dal liutaio, e il “Muntz” completato dal Maestro a 92 anni, come si legge
sull’etichetta posta all’interno della cassa armonica. Insieme permetteranno di
rileggere la parabola artistica del grande liutaio. Riproponendo un dualismo
che da almeno due secoli divide appassionati e musicisti, il violino “Ysa˙e”
testimonierà l’arte e il genio di Giuseppe Guarneri del Gesù. Il programma musicale, per valorizzare
tanto la varietà della compagine degli interpreti quanto la straordinaria
qualità degli strumenti messi a loro disposizione dalla Sasakawa Music
Foundation, accosta repertori e formazioni cameristiche di particolare
interesse: dal rarissimo Quartetto per quattro violini di Grażyna Bacewicz al
Rondo alla Zingarese di Brahms e dai Cinque pezzi di Shostakovich alla
selezione dai 44 Duetti per due violini di Bartók, fino al Finale della Simple
Symphony di Britten. |