L’Associazione Lombarda
dei Giornalisti ricorda Walter Tobagi Il 28 maggio
1980, a Milano, fu assassinato da un gruppo terroristico di estrema sinistra,
la Brigata XXVIII Marzo, Walter Tobagi, una delle voci più lucide del
giornalismo italiano durante gli anni difficili del terrorismo. Quel giorno, Tobagi
stava uscendo di casa per andare al lavoro, al Corriere della Sera. Erano
circa le 11 del mattino quando fu avvicinato dal commando armato che gli sparò
diversi colpi di pistola a bruciapelo, uccidendolo. L’azione fu
rapida e pianificata: gli attentatori lo stavano aspettando e agirono in pochi
secondi, per poi fuggire immediatamente. Tobagi non
era un bersaglio casuale. Era uno dei giornalisti che analizzavano con grande
attenzione il terrorismo degli anni di piombo. Nei suoi articoli cercava di
spiegare struttura, linguaggio e dinamiche di quei gruppi, smontandone anche la
retorica. E proprio questa sua capacità di capire e raccontare il fenomeno lo
rese scomodo agli occhi dei terroristi, che lo considerarono un nemico. Oggi a 46
anni da quella data, l’Associazione Lombarda dei Giornalisti, vuole
ricordarlo come simbolo del prezzo pagato da chi cercava di raccontare e capire
la violenza politica negli anni di piombo in Italia. L’ALG dà
appuntamento alle ore 15, in via Salaino, affinché la memoria di quanto
accaduto serva a far tesoro dell’importanza del mestiere giornalistico e della
libertà di stampa. «Capire e poi raccontare. L’insegnamento giornalistico che Walter Tobagi
lascia a tutti noi è questo. Un valore alto che spicca ancor di più in una
stagione dove l’informazione è condizionata da fattori come la velocità e il
sensazionalismo che hanno poco a che fare con la qualità della notizia – spiega
Paolo Perucchini, Presidente dell’Associazione Lombarda dei Giornalisti
–. Ma Walter, quando fu ammazzato, era anche presidente della Lombarda. E
sindacalmente parlando, la sua visione pragmatica e riformista dell’impegno a
tutela dei giornalisti resta l’illuminato indirizzo che ha caratterizzato
questo ultimo decennio di Alg. E che contraddistinguerà, per forza di cose, il
nostro futuro». |