Tumore del colon-retto, svolta dall’immunoterapia: fino
al 30% di remissioni complete Parte il
progetto europeo IMPACT CRC: l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano al
centro della ricerca Milano, 13 gennaio 2026 - Comprendere
perché alcuni pazienti con tumore del colon-retto rispondono in modo
eccezionale alle nuove immunoterapie e trasformare questa conoscenza in cure
sempre più mirate: è questo l’obiettivo di IMPACT CRC, progetto di ricerca
europeo avviato nell’ambito della partnership EP PerMed – JTC 2025, che vede la
Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano tra i centri di
riferimento. Per
la parte italiana, il progetto è finanziato dalla Fondazione Regionale per la
Ricerca Biomedica (FRRB), il cui Direttore Generale Veronica
Comi, afferma: “Per noi è motivo di orgoglio essere parte
integrante di questa partnership e, allo stesso tempo, scendere in campo in
qualità di funding agency del progetto IMPACT CRC”. Il
tutto fa parte di un programma di cofinanziamento europeo che coinvolge un
consorzio internazionale guidato dal Belgio e comprende istituzioni di Italia,
Olanda, Spagna e Germania. PERCHÉ ALCUNI PAZIENTI RISPONDONO MEGLIO IMPACT
CRC nasce dai risultati ottenuti dallo studio clinico UNICORN, condotto presso
l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, che ha valutato una combinazione
innovativa di immunoterapici di ultima generazione – botensilimab e balstilimab
– nel trattamento neoadiuvante del tumore del colon-retto. I
dati preliminari hanno mostrato che circa il 30% dei pazienti ha raggiunto una
remissione patologica completa con la sola immunoterapia, senza ricorrere
inizialmente ad altri trattamenti. “Si tratta di un segnale molto forte – spiega Filippo
Pietrantonio, responsabile della Struttura Semplice di
Oncologia Gastrointestinale dell’Istituto – perché dimostra che esiste un sottogruppo di
pazienti che può trarre un beneficio straordinario da queste terapie. La vera sfida
è identificare questi pazienti fin dall’inizio del percorso di cura”. DALLA RISPOSTA CLINICA AI BIOMARCATORI PREDITTIVI È
proprio su questo punto che si concentra IMPACT CRC. Il progetto mette insieme
medici, biologi e tecnologie avanzate per studiare in modo dettagliato il
tumore e l’ambiente che lo circonda, osservando come interagiscono tra loro le
cellule tumorali, le cellule del sistema immunitario e i tessuti di supporto. Queste
analisi possono essere effettuate già sulle biopsie iniziali, prima di iniziare
le cure, con l’obiettivo di individuare segnali biologici che aiutino a
prevedere quali pazienti risponderanno meglio al trattamento. Anche strumenti
di intelligenza artificiale contribuiranno a rendere questa selezione sempre
più precisa. In
questo 2026 appena iniziato, inoltre, prenderà avvio UNICORN 2, nuova fase
dello studio clinico che utilizzerà la combinazione immunoterapica risultata
più efficace, estendendo la durata del trattamento neoadiuvante. Le nuove
coorti di pazienti forniranno ulteriori dati e campioni biologici che verranno
analizzati anche nell’ambito del progetto IMPACT CRC. |