Tumori ginecologici: perché la cura giusta inizia dal
centro giusto Dal congresso
“Nodi di Cura” della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano
(INT) emergono modelli di cura avanzati per garantire diagnosi accurate,
trattamenti personalizzati e tutela della fertilità Milano, 30 dicembre 2025 - Affidare le
pazienti a centri di riferimento è un passaggio cruciale nella gestione dei
tumori ginecologici, fin dalle prime fasi del percorso di cura. È
questo il messaggio centrale emerso dall’ultima edizione del congresso “Nodi di
Cura”, promosso dalla Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano
per fare il punto sull’innovazione clinica e organizzativa in questo ambito. “È fondamentale che le pazienti vengano valutate e prese in
carico nei centri di riferimento: la gestione nel centro oncologico offre una
diagnosi accurata, riduce gli errori e garantisce l’accesso a studi clinici e
terapie all’avanguardia”, sottolinea la Dottoressa Valentina Chiappa,
ginecologa oncologa dell’INT. DIAGNOSI ACCURATE E COMPETENZE INTEGRATE Durante
il congresso sono stati presentati casi clinici emblematici che dimostrano il
valore dell’approccio multidisciplinare e della ultraspecializzazione di chi
ogni giorno si confronta per definire il percorso delle pazienti con tumore
ginecologico. In un caso in particolare che è stato presentato, una paziente
con diagnosi di tumore dell’endometrio formulata in un centro periferico dopo
la chirurgia e indicazione a chemio-radioterapia adiuvante è stata rivalutata
presso l’INT: la revisione dei preparati istologici ha escluso la presenza di
malattia, evitando trattamenti potenzialmente dannosi e non necessari. “Questo caso evidenzia quanto sia determinante il ruolo del
patologo di riferimento e del confronto multidisciplinare”, spiega il
Dottor Umberto Leone Roberti Maggiore, ginecologo oncologo
della Fondazione IRCCS INT. “Nei centri oncologici è possibile costruire
percorsi personalizzati e prendere decisioni terapeutiche basate
sull’integrazione di competenze diverse”. Un
concetto condiviso anche dal Dottor Giorgio Bogani, ginecologo
oncologo dell’INT, che aggiunge: “La complessità dei tumori ginecologici
richiede una presa in carico globale della paziente. Solo all’interno di team
altamente specializzati è possibile bilanciare efficacia oncologica, qualità di
vita e, quando possibile, la preservazione della fertilità”. PRESERVARE LA FERTILITÀ È POSSIBILE Ampio
spazio è stato dedicato ai percorsi di fertility sparing, rivolti alle donne in
età fertile affette da tumori ginecologici. “Tutela del potenziale riproduttivo e sicurezza oncologica
devono procedere insieme”, ribadisce la Dottoressa Chiappa. “Questo è
possibile solo attraverso programmi dedicati nei centri di riferimento, in
grado di accompagnare la paziente dall’inquadramento diagnostico fino al
follow-up”. Anche in questo contesto, la centralizzazione delle
cure ha dimostrato di essere decisiva per una corretta rivalutazione della
diagnosi e per la scelta del trattamento più appropriato. FORMAZIONE E RETI REGIONALI Presieduto
dal Professor Francesco Raspagliesi, Direttore dell’Unità
Complessa di Oncologia Ginecologica dell’INT, il congresso ha posto l’accento
anche sulla necessità di rafforzare le reti regionali, favorendo un dialogo
strutturato tra ospedali territoriali e centri hub specializzati. Un
modello organizzativo indispensabile per garantire equità di accesso alle cure
e standard elevati di qualità su tutto il territorio. |