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“Guardando all’Urss”
La grande mostra di Palazzo Te sul realismo socialista
prorogata sino al 25 ottobre
Artisti celebri e maestri a torto dimenticati
in una mostra che unisce grande arte e storia viva.



A Palazzo Te, la mostra “Guardano all’Urss. Realismo socialista in Italia dal mito al mercato” sarà prorogata di tre settimane, chiudendo quindi il 25 ottobre anziché il 4, come inizialmente previsto.
Lo annuncia Graziano Mangoni, Presidente del Centro Internazionale d’Arte e di Cultura di Palazzo Te. Mangoni non nasconde la sua soddisfazione: “Questa è stata una delle nostre mostre più apprezzate dalla critica negli ultimi anni. È stato unanime il riconoscimento della qualità del progetto scientifico, così come il giudizio sulla opportunità di riflettere su un periodo non secondario della nostra storia, gli anni in cui per metà degli italiani l’URSS era il mito, il paradiso della giustizia sociale, e il demonio per l’altra metà”.
“Soffermarsi però al solo dato storico è fare un torto alla qualità e alla bellezza delle opere qui riunite per la prima volta, concesse in prestito dalla Galleria Tret’jakov di Mosca, dalla Galleria del Premio Suzzara e da una collezione privata milanese” - evidenzia il Presidente. “Mi riferisco ai lavori dei grandi dell’arte italiana del Novecento: Guttuso, Giulio Turcato, Domenico Cantatore, Agenore Fabbri, Domenico Purificato, Francesco Trombadori, Ugo Attardi, Concetto Pozzati e poi Zigaina, Pizzinato, Fumagalli, Alicò, Castellani, Murer, De Grada..., per citarne solamente alcuni. Opere non solo belle, importanti per la qualità artistica, ma che hanno anche l’intensità di una convinta adesione al tema trattato”.
Il visitatore di questa mostra ha l’emozione di vedere riunite fondamentali testimonianze di decenni in cui l’arte italiana visse un dibattito fortissimo, contrapposizioni anche violente eppure stimolanti per gli artisti, come le opere qui esposte confermano.
Guardando all’Urss propone, com’è naturale, anche uno sguardo sull’arte in quel mondo lontano eppure molto presente anche in Italia. Eccezionali i capolavori di Aleksandr Dejneka, il maestro sovietico della modernità, come la Corsa campestre femminile, magnifico olio del 1931 che più che una ideologia, trasmette forza, speranze, vitalità e umanità di un grande popolo.
Eccezionalmente esposte a Mantova, anche le opere di altri protagonisti del realismo russo come Nikolaj Andreev, Sergej Gerasimov, Vera Muchina, Pëtr Koncalovskij, Grigor’evic Nisskij, Viktor Popkov.

L’esposizione - curata da Vanja Strukelj, Francesca Zanella e Ilaria Bignotti - è organizzata dal Centro Internazionale d’Arte e di Cultura di Palazzo Te presieduto da Graziano Mangoni con la collaborazione della Galleria del Premio Suzzara, con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo, del Consolato Generale della Federazione Russa a Milano, della Regione Lombardia, del Sistema Mantova per EXPO, del Museo Civico di Palazzo Te, con il contributo del Comune di Mantova, della Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Mantova e di Tea, e con il sostegno di TEA Energia, Berman Spa, Coop Consumatori Nordest e Generali Italia Agenzia Pezzoli di Mantova.





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